Def Leppard - EUPHORIA - la recensione
Recensione del 25 ago 1999
Hanno fatto bene a chiamarlo “Euphoria” questo disco, i Def Leppard. Anzitutto perché titolo che vince non si cambia – sapete quanto hanno venduto “Hysteria” e “Pyromania”? – e poi perché forse non ci sarebbe titolo migliore per spiegare quest’orgia adrenalinica di pop metal buono per la radio, per lo stadio, per ridare vita alle casse del vostro stereo. “Negli ultimi anni il rock’n’roll si è preso troppo sul serio”, dice Joe Elliot dei Leppard, “e i cantanti che parlano di politica sono ridicoli come i politici quando salgono sul palco e provano a fare le rockstar. Volevamo riportare il giusto tipo di interesse sulla musica, ricordare che deve divertire, e scrivere canzoni che fanno venire voglia di agitare le braccia in aria quando le ascolti a un concerto”. Ineccepibile. Detto, fatto. “Euphoria” è forse il miglior album del gruppo, sostenuto da pezzi veloci che vanno a parare in quella confluenza perfetta di hard-pop rappresentata da Bon Jovi e AC/DC, gareggiando in melodia con i primi e in potenza d’impatto con i secondi. I lenti forse sono epici e corali, inni da stadio degni del migliore Brian Adams, ma anche qui cantati coralmente per regalare un perfetto ‘effetto rock-band’ a brani potenzialmente assai melodici. Ci si diverte, con “Euphoria”, a partire dalla iniziale “Demolition man” con assolo di chitarra ad appannaggio di una nota rockstar del volante, Demon Hill, praticamente dirimpettaio del cantante dei Leppard e seriamente intenzionato a rifarsi una carriera. Ma poi ci sono “Back in your face”, il fuoco e le fiamme di “Disintegrate”, un rockone robusto come “21st sha la la la girl”, il pop-rock da classifica battezzato in “Guilty” e i lenti di cui abbiamo già accennato, “Goodbye” e “To be alive”, mentre con “It’s only love” il gruppo si allontana dalle proprie coordinate più abituali per vestire panni decisamente più pop e patinati. Mutt Lange, pur non producendo, firma tre brani fondamentali per l’intero lavoro come “Promises”, il primo singolo, “All night” e “It’s only love”. Ma il plauso va alla squadra Def Leppard in toto, per l’energia infusa nel progetto: ascoltando “Euphoria” è difficile credere che si tratti di un gruppo sulle scene da ben 22 anni e con nove album all’attivo.