«CROONER - Milton Nascimento» la recensione di Rockol

Milton Nascimento - CROONER - la recensione

Recensione del 20 ago 1999

La recensione

Lo chiamano “Il falsetto più bello della musica brasiliana”, a testimonianza dell’amore con cui fans vecchi e nuovi seguono la sua ormai pluriennale carriera: i più maligni tra loro, però – e alcuni di essi sono proprio i suoi connazionali – sottolineano la differenza tra il Milton cantante, ancora insuperato, e l’autore, da tempo privo della felice vena che ha caratterizzato i suoi lavori fino a tutti gli anni ’80. A loro farà quindi particolarmente piacere trovare nei negozi “Crooner”, visto che il nuovo lavoro di Milton Nascimento è essenzialmente un album di cover. “Sono i pezzi che di solito canto solo dal vivo”, ha spiegato in poche parole l’artista di Minas Gerais, e dall’ampiezza del repertorio si può ben dedurre come per lui distinzioni e confini di genere nella musica non siano mai contati niente. C’è spazio per alcune gradi firme della musica brasiliana ("Lamento no morro” di Jobim/de Moraes, “Mas que nada” di Jorge Ben), per classici della canzone USA vecchi e nuovi (“Only you” dei Platters e “Beat it” di Michael Jackson), per altri momenti storici della canzone sudamericana (“Frenesi” di Alberto Domingues, “Resposta” di Nando Reis e Samuel Rosa, “Certas coisas” di Lulu Santos e Nelson Motta), per una composizione di Milton stesso (“Barulho de trem”) e un medley finale camuffato da ghost-track (“Pout-pourrì” composto da “O gato da madame”/”In the mood” versione brasiliana/”Cumanã”). In ognuno dei brani Nascimento mette anzitutto la sua anima d’interprete e di musicista ‘spirituale’, senza preoccuparsi di cadere in trappole come “Beat it” (decisamente poco riuscita) e “Only you” (forse sin troppo svenevole). In compenso si (e ci) regala una “Certas coisas” da brivido, una splendida “Mas que nada” e una tanto leggera quanto felice rilettura di “Ooh child”. Il resto dell’album non è da meno, anche se è soltanto l’ascolto ripetuto a regalare a “Crooner” quell’omogeneità d’insieme che all’inizio sembra mancare. Un capriccio d’artista, questo di Nascimento, che si è voluto regalare un disco di cover proprio in finale di millennio: come a ricordare che le canzoni - le care, vecchie canzoni – continueranno a tenerci insieme anche domani, e domani e domani ancora, sotto lo stesso cielo.
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