«CAPETOWN, SOUTH AFRICA -26/1/2014 - Bruce Springsteen» la recensione di Rockol

Bruce Springsteen - CAPETOWN, SOUTH AFRICA -26/1/2014 - la recensione

Recensione del 30 gen 2014 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

I bootleg fanno parte dell’immaginario rock da decenni. Una storia che dura dalla fine ’60, quella del “contrabbando” musicale - i bootlegger erano originariamente i trafficanti di alcool nella guerra civile e nel proibizionismo. Bruce Springsteen è uno dei protagonisti indiscussi delle registrazioni “rubate”: i suoi concerti, le sue infinite outtakes sono da sempre uno dei soggetti preferiti dai bootleg. E stamattina Springsteen ha pubblicato il suo primo bootleg ufficiale, registrato pochi giorni fa, nella prima tappa sudafricana del tour: “un sogno che diventa realtà”, scrivevano oggi i fan su Internet - ma in realtà la questione non riguarda solo i fan.
“L’altra industria discografica” (come la definisce Clinton Heylin in questo bel libro) è stata incorporata in quella ufficiale da tempo, ormai. Anche da prima dei Pearl Jam che nel 2000 presero la storica decisione di pubblicare ogni concerto del tour facendo diventare un fenomeno mainstream i bootleg ufficiali e vendendone più di 3 milioni di copie. La definizione rimane un ossimoro ma Springsteen è l’ultimo della lista ad arrivare a vendere i concerti in digitale - la lista è enorme, ormai, e non riguarda solo generi di nicchia. Oggi fa più notizia Prince che, come l’ultimo giapponese rimasto a combattere una guerra finita da anni, denuncia i fan per un milione di dollari (ma ritratta e ritira tutto poco dopo…).
Arriva da buon ultimo, Springsteen, dicevamo. Arriva forte di un tour, quello che va avanti dal 2012, dove ha suonato più di 250 canzoni; forte di di una E Street Band che suona bene come non mai, con l’aggiunta dei fiati e di Tom Morello. Arriva forte di queste cose, e sbaglia quasi tutto: dalla comunicazione al prodotto. Per farla breve: per il momento state alla larga da questi bootleg.
Inizialmente l’annuncio che il download dei concerti era legato ad un oggetto fisico, un braccialetto (tamarro, diciamolo…), acquistabile per ben 40$ ai concerti o sul sito di Springsteen; pochi giorni dopo la precisazione del management: i bootleg sono acquistabili nella maniera ormai “standard”: 10$ per gli MP3 e 15$ per il formato non compresso FLAC amato da molti puristi del suono. Annuncio inizialmente incompleto o ripensamento dopo le ire dei fan per il prezzo spropositato?
Le sorprese non sono finite, purtroppo. I Bootleg si comprano qua, con la procedura ormai standard in questi casi: carta di credito e download immediato. Oltre 400mega per la versione in MP3 a 320kbs, diversi gigabyte per la versione in Flac: parliamo pur sempre di tre ore di concerto…
La prima sorpresa è che i file non hanno neanche una copertina. L’immagine che abbiamo usato è quella presente sul sito, un bianco e nero con una foto - peraltro da un altro concerto, rielaborato alla bell’e meglio con la sovrimpressione di luogo e data del concerto.
E poi il suono che è la vera nota dolente. Il concerto si apre con la canzone degli Specials dedicata a Nelson Mandela, diffusa ufficialmente anche come video ieri.



Ecco, il suono del bootleg ufficiale è sul livello di questo video (che può essere accettabile proprio perché è un video): un suono impastato, in cui è difficile distinguere gli strumenti - per non parlare della voce: indietro, spesso sommersa dai suoni d’ambiente, con molto, moltissimo riverbero. Alcuni errori di registrazione - il feedback sui cori di “Heavens’ wall” , il fruscio sulla conclusiva versione acustica di “Thunder road”, frutto dei livelli bassi, evidentemente - e in generale la sensazione di ascoltare qualcosa che è poco meglio di un bootleg amatoriale. Potrà pur essere una scelta per dare il senso dell’essere al concerto - il che giustificherebbe il volume alto del pubblico - ma se andate ad ascoltarvi il DVD “Born in the U.S.A. Live” allegato all’edizione Deluxe di “High hopes”: ecco, lì è stato fatto un gran lavoro sulla postproduzione audio, con un suono pulito, che mostra sia la potenza che la precisione della E Street Band. Qua è impossibile sentire la chitarra di Tom Morello, tanto per citare uno degli elementi più interessanti della E Street Band attuale.
Certo, questi bootleg vengono messi in vendita a poche decine di ore dalla fine del concerto - e quindi non è possibile fare un lavoro certosino, magari come fanno altre band che li mettono in vendita dopo settimane. Ma il tempo per diffondere qualcosa di meglio c’è sicuramente. Non vale neanche la pena parlare della scaletta - la prima data di CapeTown ha molti classici e pochi brani da “High hopes” - la seconda e la terza data, che verranno rese disponibili a breve, riservano molte più sorprese - trovate le scalette complete a questo link.
Insomma: il fatto che esistano dei bootleg ufficiali di Springsteen è una buona notizia per i fan e per l’industria musicale tutta - se funziona, probabilmente renderà ancora più popolare il formato, inducendo altri artisti a seguire l'esempio. Questo è solo l’inizio e siamo ragionevolmente certi che il prodotto migliorerà - ma per il momento l’operazione è un po’ sciatta, decisamente da rivedere.
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