«MUSICA COMMERCIALE - Jake la Furia» la recensione di Rockol

Jake la Furia - MUSICA COMMERCIALE - la recensione

Recensione del 05 nov 2013 a cura di Fabrizio Zanoni

La recensione

I fan dei Beatles hanno discusso per decenni su chi, tra Lennon e Mc Cartney fosse la vera punta di diamante della formazione. Altrettanto si può fare, fatte le debite proporzioni, in casa dei Club Dogo che, affidati i beat alle sapienti mani di Don Joe, hanno sempre diviso equamente le rime tra Jake La Furia e Gue Pequeno.
Guè il bello (a dispetto di un occhio semichiuso per una malattia) studi al liceo classico (dove era compagno di classe di Dargen D’Amico), figlio di uno scrittore, idolo delle ragazzine. Jake La Furia è invece il rapper brutto sporco e cattivo: per dirla con parole sue, "questa faccia non me la levano nemmeno col photoshop".
Ma se Pequeno, tra una love story con Nicole Minetti (a cui Jake in "Inno nazionale" dedica una strofa "Non metto il naso nella politica. Meglio il mio socio che ha messo il cazzo nella politica") e la creazione di una sua etichetta (la “Tanta Roba” produttrice anche dell’ultimo disco di Ensi) sforna dischi a ripetizione da anni (Fastlife Mixtape vol.1-2-3, Il ragazzo d'oro, Bravo Ragazzo) l'opera solista di Jake sembrava destinata a rimanere solo un desiderio irrealizzato per i fans: annunciato e smentito mille volte, preceduto persino dal disco autonomo del beatmaker dei Dogo, Don Joe ("Thori e Rocce" in compagnia del collega Dj Shablo).
"Musica Commerciale"è stato anticipato dal video del singolo omonimo in cui Jake, truccandosi il viso da pagliaccio, dedica un pezzo ai suoi detrattori "Oggi è di moda dire fallito all'unico che ci è riuscito. Oggi è di moda fare gli artisti, dire che è figo non vendere dischi. Io faccio musica commerciale, però al contrario di voi so rappare"; tema che torna anche in "Teddy Boy" "Mi vedi fare dischi di platino e tu i dischi dei freni...farò pure schifo a tanti, tu fai schifo a tutti".



Jake regala anche ironia tagliente "Levate il cellulare a queste tipe che whatsappano coi cuori e con le kappa, mi chiedo perchè non zappano" e spazio a poetica di strada "Resta nel mondo dei folli, non ti mischiare col mondo dei forti. Gli altri c'avranno anche il doppio dei soldi però tu c'hai il doppio dei sogni".
Come nella migliore tradizione rap non mancano gli ospiti, tutta gente a cui La Furia aveva fatto visita negli anni passati nei loro rispettivi lavori. Si inizia con un J-Ax meno ispirato del solito, in un brano dedicato alla Harley che ha come ritornello/omaggio "La mia moto" di Jovanotti. Chi lo avrebbe detto, quando nel lontano 1989 Lorenzo Cherubini raccoglieva solo sorrisini ironici da chi si considerava di ben altro lignaggio ed è però presto finito nel dimenticatoio.
In "Bla bla bla" a prendere il microfono sono in due: Ntò ex voce dei Co'Sang ed Ensi, forse il miglior freestyler italiano. Sempre dal mondo dei freestyle e sempre da Torino arriva Zuli che insieme al sardo Salmo offrono i loro pensieri in "Vivo o morto" mentre tutto marchiato Dogo Gang (la family rap di cui i Dogo sono fondatori e membri di spicco) il duo Pequeno -Marracash che accompagna La Furia in "Esercizio di stile". Chiude la lista ospiti Emis Killa in "Brutte abitudini". Rispetto ai lavori dei Club Dogo, Jake raddoppia il volume delle metriche e questo diluisce in alcuni episodi l'efficacia delle rime. In chiaroscuro anche la scelta delle tematiche toccate nelle 15 tracce del disco (nella versione deluxe se ne aggiungono altre 6 con 4 inediti e 2 remix) che non sono esattamente la quintessenza dell’originalità.
Soldi: "E se i soldi non danno felicità resterò triste e ricco che è sempre meglio che triste e senza una lira fra".
Sesso: "Non ho ancora fatto figli però mi alleno molto".
Vestiti: "Piango solo se sporco le Sneakers", "Metterei radici in casa, non sulla strada e sarei pieno di umiltà e non di Gucci o di Prada".
Ore piccole: "Quando io vado a letto, vanno a letto anche in America".
Ma come dice lui stesso "Se rappo come un treno e non come uno scemo è merito di queste brutte abitudini che ho".
Un limite, quello delle tematiche ricorrenti, riscontrato anche nel recente disco di Emis Killa ma quest’ultimo ha la scusante di essere decisamente più giovane e quindi con un bagaglio di esperienza di vita minore da raccontare. Spiace che gente dal talento metrico compositivo di Francesco Vigorelli (vero nome dell’artista milanese) non abbia voluto avventurarsi su terreni nuovi di narrazione. Il suo, JLF sa farlo più che bene, ma in questo disco si limita a questo, nella consapevolezza che in giro di meglio c’è poco o niente. Ma se sei un Roberto Baggio della rima non puoi accontentarti di ripeterlo a fan e detrattori, non basta il buon passaggio filtrante, dai numeri uno ci si aspetta l’intuizione che lascia tutti a bocca aperta e in “Musica commerciale” questo graffio un po'manca. Meglio ha fatto il socio Gue Pequeno in fase produttiva del suo “Bravo Ragazzo” a ricercare sonorità e produzioni nuove (“Rose nere” ne è un buon esempio). Detto questo cercate in rete il video shock di “Inno nazionale” che per i contenuti video non potrà mai passare in tv o rilassatevi con la nostalgica “Gli anni d’oro” con tanto di ritornello dell’omonimo brano di Max Pezzali rivisto e aggiornato agli anni 80. Nel video appaiono molte delle figure centrali della vita di Jake: i genitori, Emi lo Zio, Vincenzo da Via Anfossi e alcune immagini di un Francesco bimbo ancora lontano da nomi d'arte ed aghi per tatuaggi.
Tutto tra il buono e il molto buono in questo disco, ma nulla da consegnare alle teche di un ipotetico museo del Rap.
Il dibattito su chi abbia le rime più taglienti tra i due Dogo può riaprirsi.
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