«NEW CONSTELLATION - Toad the Wet Sprocket» la recensione di Rockol

Toad the Wet Sprocket - NEW CONSTELLATION - la recensione

Recensione del 17 lug 2013 a cura di Gianni Sibilla

La recensione




Catalogate questo disco sotto la dicitura “Band brave ma minori che non si fila nessuno, tornate nell’indifferenza generale”. O quasi.
I Toad The Wet Sprocket hanno inciso il loro primo disco di inediti in 16 anni e, come va di moda, l’hanno finanziato con crowdfunding: mentre scriviamo, è a 180.000$ contro un obiettivo di 50.000, e manca un mese.
Insomma, indifferenza mica tanto. Pure se il successo di questa band è stato assai effimero e di nicchia, negli anni ’90. E certo, sul crowdfunding si può discutere all’infinito: Le polemiche di e su Amanda Palmer lo insegnano - ma quello non è un caso da portare a paragone. Ma in casi come questi, quelli di band che hanno saputo mantenere (o riconquistarsi: il gruppo si è riformato qualche anno fa) una base, funziona.
E il bello è che funziona anche questo album, eccome se funziona. Non aspettatevi nulla di sconvolgente: solo dell’ottimo pop-rock americano. Questo sapevano fare i Toad, e questo sanno fare ancora oggi - dalle note di apertura della title track in poi:



Che poi, questa canzone, è la meno bella del disco. La più schitarrata e prodotta, mente il bello di questa band è sempre stato la sua semplicità disarmante: arpeggi, melodie: come “California wasterd” o “Golden age”. O ancora il finale di “Enough”. Non c’è molto altro da dire su questo disco, se non di comprarlo, se amate questo genere di musica. Avete tempo fino al 4 di agosto, e riceverete il disco subito. Diversamente, lo si troverà regolarmente in giro da settembre.
Il fatto è che oggi spesso parliamo di musica usando come scusa più la forma che la sostanza. Ci interessano più i modi e i canali della musica che la musica in sé. Ma questo è uno di quei casi in cui la forma (il finanziamento su Kickstarter) fa notizia ma è sostenuta dalla sostanza. Ed è la sostanza, alla fine, che vince, qua: uno dei migliori complimenti possibili di questi tempi.
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