«TALK A GOOD GAME - Kelly Rowland» la recensione di Rockol

Kelly Rowland - TALK A GOOD GAME - la recensione

Recensione del 24 giu 2013 a cura di Pop Topoi

La recensione

Sarebbe interessante contare quante volte negli articoli e recensioni su Beyoncé compaiono le parole "Destiny’s Child". Pochissime, probabilmente, perché la carriera solista della cantante ha da tempo oscurato i suoi esordi. Quando si parla della sua collega Kelly Rowland, invece, si finisce sempre a menzionare la girl band. Dopo tutti questi anni, Kelly è ancora una ex Destiny's Child, quella di mezzo: vive all'ombra di Beyoncé, ma sopravvive meglio di Michelle Williams (la poveretta ha anche un Tumblr dedicato alle sue disgrazie). Eppure, proprio come Beyoncé, Kelly è già al quarto album, ha già pubblicato un greatest hits e ha fatto da giudice a X Factor in due edizioni, inglese e americana. Volendo infierire e continuare col paragone, Kelly ha una voce meno riconoscibile, una presenza meno avvenente e non ha un marito altrettanto importante, ma la cosa che forse ha più inciso sulla sua (non sempre brillante) carriera è l'indecisione. Le ha provate tutte con tutti, da Tiziano Ferro a David Guetta, da Nelly ad Alex Gaudino. I momenti più memorabili della sua discografia la vedono quindi come vocalist altrui: è troppo versatile o troppo anonima?




In "Talk a good game", Kelly prende coraggiosamente una decisione e completa un disco R&B anni '90 così coerente che, se si scoprisse che le tracce sono outtakes di due decenni fa, nessuno si stupirebbe. Il primo brano, una cover di Jamie Foxx, è forse quello che più si differenzia dal resto perché suona come il più elettronico e aggressivo. Dalla seconda traccia in poi, restano qua e là i contenuti pruriginosi, ma scompare ogni intento di coinvolgere le piste. Le ballad sono il vero filo conduttore e l'aggettivo più adatto per descriverle è sempre "intime" – a volte perché molto introspettive, a volte perché molto sensuali.
I tanti produttori e autori, dall’onnipresente Pharrell al professionista delle classifiche The-Dream, ritrovano il genere musicale più adatto al talento di Rowland e regalano alla sua voce il contesto ideale per brillare. La varietà dei collaboratori, stranamente, non incide sulla varietà dell’album. Al contrario, il gran numero di brani lenti su basi R&B minimali rischia di annoiare, ma anche questo, per una volta, può essere visto come un pregio: non è un album ruffiano che vuole incorporare suoni attuali per produrre materiale da classifica; è un lodevole ritorno al passato che suona anche come un ritorno a casa.
Il pezzo portante della collezione, nonché quello di cui si parlerà di più, è "Dirty laundry": Kelly racconta la relazione sentimentale con un uomo che la maltrattava e il suo rapporto conflittuale con Beyoncé. Del fatto che unisca nello stesso testo (e nella stessa categoria di "panni sporchi" suggerita dal titolo) le botte di un fidanzato e l'invidia per l’amica, se ne occuperà meglio il suo psicanalista, ma il brano è uno dei rari momenti in cui troviamo una popstar vulnerabile e ispirata – uno di quei momenti in cui ci viene da sospettare che anche le popstar siano umane. Non deve essere un caso se la traccia seguente, "You changed", è proprio un duetto riparatore con Beyoncé (sì, ok, c'è anche Michelle, ma come al solito fanno di tutto per nasconderla). Manco a dirlo, Ms. Carter ruba la scena, ma almeno ora sappiamo che a Kelly va bene così.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.