«THE WILD, THE INNOCENT & THE E STREET SHUFFLE - Bruce Springsteen» la recensione di Rockol

Bruce Springsteen - THE WILD, THE INNOCENT & THE E STREET SHUFFLE - la recensione

Recensione del 01 gen 2013 a cura di Graziano Romani

La recensione

Sono un autore in giro da un pezzo, con 18 album all’attivo e nessuna voglia di smettere, e devo dire che è principalmente grazie a Bruce Springsteen se tanti anni fa sono riuscito a trovare lo stimolo e il coraggio per diventare musicista: Infatti, al ritorno dal suo monumentale e indimenticabile concerto di Zurigo del 1981, sull’onda dell’entusiasmo ho maturato l’idea di fondare una mia rock band, che poi ho battezzato Rocking Chairs. Ho poi continuato la carriera da solista, ma da allora fino ad oggi non ho mai perso di vista Bruce e la sua musica, ed anche l’evolversi della sua essenza di artista, l’ho sempre seguito nella sua ricerca e maturazione, sia umana che artistica.
Ho avuto modo di ascoltare questo disco solo cinque anni dopo la sua pubblicazione, appena dopo aver messo le mani su una copia - in vinile - di “Darkness on the edge of town”, diventato da subito uno dei miei dischi preferiti in assoluto, l’album che mi convertì definitivamente al verbo del Boss. Possedevo già il 45 giri di “Born to run”, ma, totalmente galvanizzato da “Darkness” in poco tempo riuscii a procurarmi anche i primi tre album di Springsteen.
Time flies, il tempo vola, dicono, anche se mi sembra ieri: la foto della E Street Band scanzonata e sorridente, con quel look da ‘ragazzi da spiaggia’ ma piuttosto dimesso, con Clarence Clemons e David Sancious addirittura a piedi nudi e un Vini ‘Mad Dog’ Lopez in ciabatte, shorts e havaiana… e Bruce in canottiera e All Stars. Quella foto mi ricordava la pesante calura di certe estati, l’odore del pesce fritto, il sudore delle ascelle e il profumo della brezza marina, e quei ragazzi in posa sembravano trasmettere tutto il divertimento e l’emozione che sicuramente provavano nel suonare insieme…
Dopo un breve e sguaiato intro bandistico attacca il riff di chitarra di “The E Street Shuffle” e il viaggio comincia, su e giù lungo la costa del Jersey Shore e il boardwalk dove tante bar-bands sono in giro a rincorrere un sogno, quello di provare ad affermarsi con la musica e ad affrancarsi da una vita altrimenti piatta e grigia. Ed è una miriade di personaggi, di characters che popolano le canzoni, proprio come quelli che affollano certamente le vite di quei ragazzi – e l’immaginario di Bruce - in quegli anni, definendo una formidabile 'epica da strada' partendo dal folk per poi entrare in territori molto soul e funky… Bruce è selvaggio e innocente allo stesso tempo quando ci racconta di Kitty, Sandy, Rosalita, Spanish Johnny, Puertorican Jane, Wild Billy e mille altri, e dei luoghi provinciali che frequentano, fino ad arrivare alla grande metropoli che si merita quella splendida e immortale ballata intitolata “New York City Serenade”, che chiude solennemente il disco. Canzoni che narrano di storie romantiche, storie di vagabondi e fuggiaschi, di sogni e di strada…




Sono troppi gli spunti e le invenzioni, a volte presi candidamente ‘a prestito’ da Dylan o dai traditional folk fino al blues e al jazz, tanta roba che servirà – opportunamente scremata - come base per costruire lo Springsteen autore. Brani che si integrano tra loro, atti a formare un capolavoro di sincerità e di inventiva - sia sonora che lirica - di un Bruce Springsteen lontano anni luce dalla figura di rockstar planetaria a cui sarebbe assurto poco più di una decina di anni dopo. Un Bruce a cui devo molto e che a volte tendo a preferire a quello attuale, un Bruce giovane – selvaggio ed innocente - che sarà per me sempre di assoluta ispirazione e guida.

Graziano Romani, cantautore e scrittore, ha esordito fondando la band Rocking Chairs nel 1981, e registrando 4 album tra l'Italia, New York e Nashville. Nel 1993 è diventato solista, pubblicando dischi sia in inglese che in italiano, e guidando le 'superbands' Megajam5 e Souldrivers. Ha collaborato e duettato con grandi artisti internazionali come Elliott Murphy, Willy De Ville, Ian Anderson, Andy White, Willie Nile, e gli italianissimi Elio e le Storie Tese, e nel 2001 ha pubblicato il suo apprezzato tribute-album "Soul Crusader: the songs of Bruce Springsteen".
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