«PUSH THE SKY AWAY - Nick Cave» la recensione di Rockol

Nick Cave - PUSH THE SKY AWAY - la recensione

Recensione del 15 feb 2013 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

“Forza tranquilla”: è uno storico slogan elettorale di Francois Mitterand, coniato dal pubblicitario Jacques Séguéla (che in realtà l’aveva rubato ad un discorso del socialista Léon Blum).
“Forza tranquilla” è un ossimoro, due parole dal senso opposto accostate. E anche questo disco è un ossimoro. La sua musica è un ossimoro, che ricorda parecchio quello slogan.
Sono passati 5 anni dall’ultimo album di Nick Cave con i Bad Seeds. In mezzo c’è stata molta attività: un secondo disco con i Grinderman, un romanzo, parecchie colonne sonore. Non sembra passato così tanto tempo da "Dig, Lazarus, dig!!!", come spesso capita in questi casi. Parlare di “ritorno” non è corretto. Ma se lo fosse, sarebbe un ritorno con i fiocchi.
“Push the sky away” è, se possibile, quanto di più lontano dal blues rock grezzo e volutamente un po’ caotico del disco precedente. E’ un disco che fa riemergere i Bad Seeds più scuri, ma con una nuova veste, minimale, asciutta. Compressa come forza tranquilla. Per il momento.
C’è una tensione sotterranea che pervade le canzoni di questo album. Una forza mai liberata, che rimane lì, un po’ nascosta ma percepibile. Inquietante. Una forza che se ne sta lì, come una belva pronta ad azzannarti.
Fin dalle note iniziali di “We no who u r” (e dal suo titolo minaccioso), c’è un’unione di opposti, di suoni oscuri (il basso ossessivo di “We real cool”) e melodici ( gli archi e la voce di Cave). Anche le canzoni apparentemente meno oscure, come la stupenda ballata remmiana “Jubilee street”, in realtà non esplodono mai, fanno intuire un crescendo che rimane lì, appena accennato.


E’ un disco di altissimo livello: con almeno tre-quattro canzoni capolavoro, “Push the sky away”. “Jubilee street”, “We no who u r”, la title-track e soprattutto “Higgs Boson blues”, ballata dark ambientata nella Ginevra delle ricerche scientifiche, tutta giocata su voce e chitarre e pervasa da quella tensione, da quella maestria sonora che rende i Bad Seeds uno dei migliori insiemi al mondo di musicisti.
Alla fine, “Push the sky away” non dice nulla di nuovo su Nick Cave, ma rivisita la sua musica da un’angolazione diversa. E lo fa in maniera spettacolare, regalandoci uno dei dischi migliori di questo 2013 per scrittura e intensità. Siamo solo a febbraio, ma questo è uno degli album da top ten di quest’anno, c’è da scommetterci.
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