«ANOMIE AND BONHOMIE - Scritti Politti» la recensione di Rockol

Scritti Politti - ANOMIE AND BONHOMIE - la recensione

Recensione del 09 ago 1999

La recensione

La voce è ancora la stessa. Dolce, ariosa, in certi momenti astratta come una volta. Pop come sempre. Paradossalmente, oggi che tutti usano lo studio di registrazione come strumento aggiunto, la fissa di Green per la perfezione e per le tecnologie a disposizione della musica negli studi di registrazione sembra non essere più così importante. E’ importante invece fare gruppo. E il gruppo non è più quello di una volta, no. Oggi a fianco di Green ci sono personaggi come Me Shell (al basso), rapper come Mos Def (uomo di punta della Rawkus, etichetta hip hop underground di NY), musicisti come Wendy (sì, proprio quella Wendy che suonava accanto a Prince) o Allen Cato (figlio del chitarrista di fiducia di Sly Stone. Insomma, già dal cast a disposizione si può capire che, accanto alla sua voce pop e mielosa, Green si è assicurato una line up che tende al funk. Funk+pop, quindi, come una volta? Sì e no. Sì perché quando Green pensa canzoni a ritmo di hip hop (in molti passaggi, vedi “Die”, “Smith’n’slappy”, “Prince”) è inevitabile l’avvicinamento al funk. Non ci sono però solo le matrici funk e pop di una volta in questo disco. Dieci anni fuori dalla scena musicale sono tanti per chiunque e Green, in questo lasso di tempo, in questa pausa silenziosa, sembra aver ascoltato parecchio rock. Lo confermano i riff decisi di “UMM” e “The world you”, i loop psichedelici di chitarra che impreziosiscono “Smith’n’slappy”, le sfuriate alla Rage Against The Machine (sì, avete capito bene) di “Prince”. L’unico dubbio che ci rimane in testa, quando si arriva alla fine del disco, è sulla voce. Una voce così diversa da tutte le altre, così compressa in un mondo sonoro (quello degli anni 80) che molti considerano con disprezzo, così zuccherosa e sfacciatamente pop può ancora avere il suo appeal o può risultare mielosa, anacronistica, insopportabilmente “anni 80”? E’ un rischio che chi ama gli anni 80 potrebbe anche correre. A coloro che invece odiano quel periodo, “Sweetest girl”, “Oh Patti” compresi, beh, non resta che declinare l’acquisto, al di là del valore di questo disco.

TRACK LIST

“UMM”
“Tinseltown”
“First goodbye”
“Die”
“Mystic handyman”
“Smith’n’slappy”
“Borntobe”
“The world you”
“Here come July”
“Prince”
“Brushed with oil”

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