«M B V - My Bloody Valentine» la recensione di Rockol

My Bloody Valentine - M B V - la recensione

Recensione del 04 feb 2013 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Eccolo, il “Chinese democracy” dell’indie-rock.
Cosa si può dire di un album che qualcuno aspetta da 22 anni?
I My Bloody Valentine non sono i Guns ‘n’ Roses, per carità. E “M B V” non è stato annunciato, rimandato, riannunciato, ririmandato fino a diventare una macchietta. Ma gli elementi della mitologia ci sono tutti: un disco capolavoro, “Loveless” (1991). Un musicista geniale e un po’ matto (Kevin Shields), che per inciderlo manda quasi in bancarotta un’etichetta (la Creation). Un seguito che non arriva mai - ma in compenso arrivano leggende sulle ossessioni del musicista, sui suoi tentativi, sulle sue manie. I fan, aiutati dalla stampa, immaginano. E sperano, anche quando la band si riforma, qualche anno fa. Ma niente, se non concerti. Fino ai giorni scorsi. Una cosa detta quasi a caso in un concerto (“L’album arriva tra pochi giorni”). L’annuncio ufficiale dell’album su Facebook la sera del lancio. Un sito che si aggiorna (ma, diciamolo, sembra uscire dagli anni ’90). Un sito che va in crash per la troppa gente che sta cercando di scaricarlo.
Insomma: i tasselli della leggenda ci sono tutti. E in “M V B” è tutto lì. C'è tutto ciò che ha fatto amare questa band. Soprattutto, le canzoni, destrutturate dall’ossessione maniacale per i dettagli sonori: è un disco - vivaddio - senza compressione sonora, e non oso immaginare come si sentirà sul vinile, inciso, masterizzato e stampato tutto in analogico. Quella versione arriverà a fine mese, e per il momento ci sono i file digitali, in ogni foggia, dall’MP3 al WAV. E ci vogliono un paio di buone cuffie, per ritrovare nel loro splendore tutti gli strati sonori, il riverbero, le distorsioni, i “layer”, come direbbero in inglese. Ci sono le melodie, le voci sepolte nella profondità delle chitarre. Già dalla prima canzone, “She found now”, ritorna quel muro di suono.



Ha perfettamente ragione Fabio De Luca, quando dice che è “la strana sensazione di ascoltare delle canzoni che sono al tempo stesso assolutamente nuove e perfettamente vecchie”: ma in fin dei conti non è la sensazione che abbiamo con quasi tutti i dischi? Quasi tutti gli artisti non si ripetono, non si autocitano continuamente ?
La prima parte del disco è la logica continuazione di “Loveless”, come se 22 anni non fossero passati: mettere in fila gli attacchi di “Only tomorrow” e “Who sees you”, per credere. Ogni tanto, le stratificazioni sonore cambiano (le tastiere di “Is this and yes”). Ogni tanto arriva la batteria, quella che si dice Shields abbia messo, levato e rimesso più volte su queste canzoni: “New you”, “In another way” e “Nothing is” chiudono il disco con ritmi meno etereei, più decisi, prima del finale con “Wonder 2”, dove il ritmo impazzisce del tutto (Shields aveva parlato di “jungle”, addirittura).
Cosa cambia se tra un’autocitazione e l’altra passano 2 o 22 anni? Cambia tutto e non cambia niente: “M B V” è un disco completamente fuori dal tempo, come peraltro i My Bloody Valentine erano già negli anni ’90.
E’ un disco che va preso per quello che è, un regalo inaspettato - o forse aspettato troppo a lungo. Un regalo che per qualcuno chiuderà un'era, ponendo fine ad una storia-tormentone in cui ci si è malinconicamente crogiolati per anni. Per gli altri, è semplicemente un buon disco, e un'altra di quelle storie da maniaci della musica. Una di quelle storie che se non ci fossero, toccherebbe inventarle.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.