«RECONSTRUCTION - ITALIAN ALTERNATIVE REMIXES - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - RECONSTRUCTION - ITALIAN ALTERNATIVE REMIXES - la recensione

Recensione del 04 lug 1999

La recensione

Una compilation, questa, uscita già da qualche tempo, ma che vi proponiamo perché molto significativa di quella che in Italia viene considerata ormai una vera e propria scena, quella dei remixers. Scompositori del suono, techno cowboys, dadaisti del mixer, supercoatti, eterei e raffinati, in questa compilation scorrono i nomi di quanti amano manipolare a tempo i tempi e i modi delle canzonette. Il bello è che la nuova musica italiana – chiamiamola così per facilità – è ormai da tempo legata all’arte del remix o meglio ancora all’idea stessa di remix. Sarà perché uno dei leader degli Africa Unite è Mada/Madaski, sarà perché Max Casacci dagli Africa è trasmigrato nei Subsonica con nel cuore l’idea di remixare e produrre, sarà perché in mano a Roberto Vernetti passano buona parte delle nuove produzioni italiane, sarà perché persino a CSI e Franco Battiato non dispiace sentire i propri brani smontati e ricostruiti secondo un’altra regola e sensibilità: fatto sta che, come questa compilation mette in mostra, non c’è gruppo italiano che non si sia prestato a questa nobile arte. Sono finiti i tempi in cui il remix significava sbattere sotto al pezzo una cassa in quattro per rendere il brano ballabile (ricordiamo con orrore remix di tal genere ai danni (consapevoli) di Venditti e altri), magari tirando fuori qualche suonetto suggestivo: il remix di oggi gioca di fino con la scomposizione e, cambiando l’ordine e la quantità dei colori, non di rado aggiungendone di nuovi, dà un nuovo senso al quadro. Un’operazione da perderci la testa, a pensarci bene: eppure proprio per questo affascinante e forse estensibile, quanto meno nell’immaginario, ad altre forme d’arte. Dopotutto non è quello che faceva già Andy Warhol, rielaborando una foto-icona ora di Mick Jagger ora di Marylin? E cosa potrebbe succedere in letteratura (dove già Tommaso Labranca ha curato un libro di remix) se un Ellroy remixasse Simenon? Fantascienza, per ora: però il remix sgretola il senso di unicità dell’originale, affermandone una sua altra e diversa identità, perfettamente compatibile con quella (chiaro, no?). E’ questo il suo bello e il bello di “Reconstruction”.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.