«RICREAZIONE - Malika Ayane» la recensione di Rockol

Malika Ayane - RICREAZIONE - la recensione

Recensione del 19 set 2012 a cura di Paola De Simone

La recensione

C’è una brutta abitudine che si ha sovente quando ci si appresta a recensire un disco: si fissa la copertina prima, durante e anche dopo l’ascolto. Come se in quell’immagine si potesse trovare l’anima del suo contenuto. Raramente è così, ma questa è una di quelle volte. La cover di “Ricreazione”, terzo disco di Malika Ayane, è affollata e ritrae una tavolata all’aperto con un vario collettivo di invitati festosi e manifestamente partecipi, con tanto di capotavola occupato dalla padrona di casa. Raccontata così è un po’ semplificata, ma forse è sufficiente per darvi un sunto di quello che trovate nel disco: una squadra di professionisti eterogenei che gravitano intorno alla guida Malika Ayane. Quello che in gergo si chiama metodo Costello, divenuto ormai marchio distintivo della produzione della ventottenne italo-marocchina. E così su quella tavola musicale si sono accomodati Paolo Conte, l’immancabile Pacifico, Tricarico, Boosta, Paolo Buonvino, The Niro, Romeus, Alessandro Raina (Amor Fou) e persino Sergio Endrigo. Un Endrigo inedito nel brano “The morns are meeker than they were”, costruito negli anni ’70 su una poesia di Emily Dickinson, per un progetto che lo vide proprio musicare grandi poeti americani, ma che – pur inciso - non vide mai la luce. Canzone d’altri tempi, che a dire della stessa Ayane, è stata inserita a fare da spartiacque tra i due grandi momenti del disco: quello più irrazionale e istintivo e quello in cui si raggiunge una matura consapevolezza. Questi due momenti – che sinceramente non si colgono con chiarezza nell’album - non sono altro che la stessa Malika Ayane, nell’attimo in cui da giovane cantante in balia della propria passione per la musica ha scelto di mettersi in discussione producendo in prima persona le sue canzoni, conscia di non avere – al terzo album - più nessuna attenuante. Da qui il titolo del disco, suggerito dalla sua discografica Caterina Caselli, a sintetizzare la voglia di costruire e creare, seppur con leggerezza.
Ecco che questo lavoro è la prova del nove, un’esperienza professionale in cui è richiesto più coraggio che talento, che quello da solo non basta mai. E - oltre alla piacevolezza delle dodici canzoni – è proprio il coraggio a restare alla fine dell’ascolto, perché “Ricreazione” ci propone un’Ayane autrice, interprete, arrangiatrice e produttrice, dunque un’artista capace di scegliere. E delle scelte fatte possiamo certamente applaudire la meticolosa attenzione messa nella struttura e nella produzione dei brani, arrangiati perlopiù in chiave tradizionale. Tra le dodici tracce fanno bella mostra di sé “Grovigli”, prima canzone scritta interamente da Malika e registrata in presa diretta, “Occasionale” di Tricarico e “Il tempo non inganna” composto con Pacifico e Romeus. E non sono da meno la soft-electronic “Glamour” firmata Paolo Conte e la britannica “Shine” targata Boosta. Un’eterogeneità di canzoni e di stili musicali (pop, surf music, ambient, indie-soft rock…) legate da un unico file rouge: la voce inconfondibile di Malyka Ayane, corposa e sempre ben dosata. Ed è naturale che potremmo stare a cercare il difetto al microscopio e lo troveremmo - tra qualche parola mangiata e qualche colore di troppo - ma davanti all’impresa e al coraggio preferiamo di gran lunga un sorriso di incoraggiamento, e avanti così.

TRACKLIST:

“Grovigli”

“Tre cose”

“Il tempo non inganna”

“Glamour”
“Medusa”

“The morns are meeker than they were”

“Mars”

“Shine”

“Neve casomai”

“Something is changing”

“Guess what”

“Occasionale”
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