XX - COEXIST - la recensione

Recensione del 06 set 2012 a cura di Rossella Romano

Voto 8/10
Il successo è un'arma a doppio taglio. Lo è ancora di più se ti travolge al tuo primo disco, registrato dopo scuola nel garage di casa. Così, ti ritrovi a dover prendere una pausa, perché a tutto quel clamore non sei abituato, vuoi riprendere in mano la tua vita, i tuoi affetti. E' ciò che è successo agli
XX , investiti, a ragione, da una vera e propria ondata di notorietà. Tutti li cercavano, tutti li volevano.
Ora, terminata la pausa, Romy, Oliver e Jamie tornano con la seconda, e manco a dirlo, attesissima, fatica in studio: "Coexist". Undici tracce nate dal "connubio di tre anime differenti ma che si completano l'un l'altra", come ci aveva detto Jamie, produttore e dj, in una recente intervista.
"Angels", non solo è il nuovo singolo ma anche il brano che apre l'album, e sin dalle prime ci si accorge che qualcosa è cambiato. Le atmosfere dark lasciano il posto a sonorità oniriche, tra l'electro e la house, davvero particolari. Le voci di Oliver e Romy si amalgamano alla perfezione. L'amore è sicuramente tra i temi principali di “Coexist”, virato in ogni suo aspetto: l'incontro, narrato in "Sunset", tra i brani più riusciti del disco, cattura con la sua melodia scandita da percussioni ritmiche talmente leggere da essere quasi impalpabili; la riscoperta dell'altro in "Reunion", caratterizzata da una sottile vena oscura e tormentata, arricchita da beat d'atmosfera; e la nostalgia di chi se n'è andato in "Missing", carezzevole e struggente al tempo stesso. "My heart is beating in a different way", recita il brano, e i battiti sembra di sentirli sul serio.

Un disco davvero ispirato, questo "Coexist", ponderato e ben costruito. La maturità di Jamie come produttore e dj si fa sentire in pezzi come "Fiction", in cui l'elettronica si mescola alla perfezione con la chitarra, graffiante, e la voce di Oliver, cristallina e di impatto, e in "Tides", dove l'intro cantato da Romy ed Oliver a cappella introduce un brano ritmato ma lieve. Molti gli echi 80's nei suoni e nelle melodie, come in "Unfold" e "Swept away", all'inizio ballad malinconica, che si trasforma in un crescendo di clapping accattivanti e cassa house ben studiata.
Il disco termina con "Our song", traccia sognante e sussurrata, ottima chiusura per questa nuova creatura degli XX: un raggio di sole che squarcia le tenebre.

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