«ITALIA 1988-2012 - Jovanotti» la recensione di Rockol

Jovanotti - ITALIA 1988-2012 - la recensione

Recensione del 01 ago 2012 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Nel 2011 Jovanotti ha suonato al Bonnaroo, uno dei più importanti festival statunitensi. Non era la prima volta che Lorenzo si esibiva negli Stati Uniti - già nel 2009 uscì “Oh yeah” DVD tratto da esibizioni in un club newyorchese. Ma per la temperatura e per la musica, quel torrido show pomeridiano lasciò il segno in chi lo vide. Lorenzo -in America non è l’headliner che è da noi: la gente che non conosceva la sua musica, non capiva le sue parole. Ma il groove , quello è internazionale. E Lorenzo dal vivo il groove lo sa creare, eccome.
E da lì, che arriva questa raccolta americana: “Lorenzo Jovanotti Cherubini Italia 1988-2012” esce solo negli Stati Uniti, per l’indipendente ATO Records, etichetta americana di proprietà di Dave Matthews, che ha nel suo roster gente come My Morning Jacket, Alabama Shakes, Gomez.
“Italia 1988-2012” non va confusa con la compilation a cui Lorenzo sta lavorando, quella per il mercato italiano, che arriverà entro la fine dell’anno: di quella sentirete sicuramente parlare a tempo debito. Mentre di questa pubblicazione americana si sta parlando oltreoceano, e giustamente. Perché questa raccolta è frutto del lavoro e dell’intuizione di uno stimato produttore americano, Ian Brennan. Da tempo fan di Lorenzo, ha colto al balzo l’onda emotiva del concerto al Bonnaroo per curare questo album.
Brennan è, apparentemente, quanto di più diverso da Lorenzo si possa trovare in giro: ha lavorato soprattutto con artisti rock e indipendenti (da Nels Cline dei Wilco ai TV On The Radio, da Corin Tucker a Lucinda Williams). Ha prodotto quel capolavoro di “Tassili”, dei Tinariwen, per cui ha anche vinto un Grammy. In comune hanno la passione "vecchio stile" per la musica, condivisa con quelli della ATO per cui esce l’album. Pur con questo diverso background, Brennan ha messo insieme una raccolta che racconta le mille sfaccettature di Lorenzo, aggiungendone di nuove.
Le sfumature nuove arrivano dagli inediti: due sono versioni acustiche e minimali di “Mezzogiorno” e “La porta è aperta”. Brennan ha chiesto a Lorenzo di cantare alcune sue canzoni voce e chitarra, in presa e diretta, senza sovraincisioni o postproduzioni. Sono versioni, scarne, diversissime dagli originali, una vera novità per uno come Lorenzo che arriva dalla consolle, e dall’elettronica: “Mezzogiorno” è cantata un’ottava più in basso, più sussurrata rispetto al trascinante originale. “La porta è aperta” perde la sua connotazione elettronica per diventare una canzone da cantautore.
Poi c’è “New York for life”, che non è propriamente un pezzo di Lorenzo: una base - tra elettronica e Velvet Underground - dei TV On The Radio, su cui Jovanotti ha cantato un testo sulla città, con il suo “accento da tassista newyorchese”, come lui stesso l’ha definito. E poi c’è “Con la luce negli occhi”, basata su un groove dei Tinariwen, su cui Lorenzo ha costruito un rap.
Colpiscono soprattutto le versioni acustiche: in Italia siamo abituati spesso a produzioni troppo pulite; sentire canzoni così pure, belle nelle loro imperfezioni, è un gran piacere: fa emergere nuove sfumature che forse Lorenzo non sapeva neanche di avere. Speriamo che esplori questa tipo di espressività anche nelle sue prossime cose.
Poi c’è il resto della raccolta: la scelta delle canzoni è stata effettuata interamente da Brennan e dalla ATO, senza tenere conto di singoli o hit italiane. Stesso dicasi per titolo, libretto e foto di copertina e retro di copertina (scattate a Città Del Messico durante un concerto - ma sembra una piazza italiana, devono aver pensato).
Per cui, in scaletta ci sono classici come “Piove” “Mi fido di te” o “Il più grande spettacolo dopo il big bang” (in versione remix), “Salvami” (in versione spagnola), ma anche brani apparentemente minori come “Penelope” (da “Buon sangue”), assieme all’elettronica di “Sulla frontiera” (da “Ora”), la ballata di “Una storia d’amore”, il sound fine anni ’80 di “Scappa con me” (da “La mia moto”), il rap su base world di “Linea d’ombra” (da “L’albero”), basato sul capolavoro letterario di Joseph Conrad.
Ne esce un ritratto multiforme, come multiforme è la musica di Lorenzo. “Italia 1988-2012” non vuole essere un ritratto omnicomprensivo di Lorenzo per il grande pubblico - a quel fine servirà la prossima raccolta per il mercato italiano. Questo invece vuole essere piuttosto uno strumento per mostrare ad una nicchia di possibili ascoltatore i diversi lati di un artista non inquadrato e non inquadrabile. Da quelle parti, Lorenzo sarà sempre un artista di nicchia, ma le nicchie americane sono decisamente più importanti delle nostre e quello che ci si può portare indietro è comunque enorme, soprattutto in termini artistici più che in termini meramente economici.
Tanto che, come spiega il comunicato stampa americano che lancia la raccolta, dall’autunno Lorenzo andrà a vivere con la famiglia per qualche mese a New York, per continuare a suonare, tra fine anno e inizio 2013, nei club: sono previste una cinquantina di date. Quel trasferimento temporaneo, così come questa raccolta, non è un investimento sulla carriera, ma sulla persona. Un immergersi in un altro luogo per aprirsi la mente ai suoni, alle conoscenze e agli stimoli che da lì possono arrivare: questa raccolta servirà agli americani per conoscere Lorenzo, e a noi Italiani per riportarci un Lorenzo con nuove idee per la testa.

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