«YELLOW & GREEN - Baroness» la recensione di Rockol

Baroness - YELLOW & GREEN - la recensione

Recensione del 16 lug 2012 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Continua il viaggio dei Baroness attraverso la dimensione cromatica; dopo il "The red album" e il "The blue record", arriviamo infatti a questo doppio intitolato "Yellow & green", freschissimo di stampa e in qualche maniera reminiscente di quelle operazioni da grande distribuzione tipo "due per uno". Con l'unica differenza che in questo caso non ci si trova con due esemplari dello stesso vasetto di olive striminzite che si mummificheranno in frigo, ma con due album ben distinti e - ohibò! - molto molto molto intriganti.
Partiamo subito con un concetto pregnante e fondamentale: questi sono i nuovi Baroness. Nuovi perché, pur senza operare cesure traumatiche e insensate (non si sono certo messi a suonare gipsy punk o new age), si sono letteralmente reinventati rispetto alla forma sonica dei due lavori precedenti. Il Southern metal maschio e paludoso, che mischiava riff blues infernali, la lentezza dello sludge e le soluzioni del neoprog è decisamente solo un lontano ricordo, e il primo dei due dischi, "Yellow" lo dimostra nel giro di pochi minuti; qui i Baroness sciorinano un lato inedito, più vicino a certo alternative rock, alla classe di band come gli Alice In Chains e i Pearl Jam dei rispettivi momenti culmine. Qualcuno ha parlato di arena rock e forse non a sproposito, se cancelliamo immediatamente l'immagine di Bon Jovi o di Michael Bolton, per aderire invece a una definizione di rock con un robusto filone di melodia - musica energica, ma non scostante. La band sembra aver preso una decisione drastica, cioè abbandonare il proprio lato oscuro per creare spariglio e scaricare sui fan il proprio materiale più pulito, orecchiabile e melodico... con buona pace del Southern metal e dello sludge. Detto questo, c'è da sottolineare che i brani sono davvero buoni: nonostante l'iniziale spaesamento che il fan di vecchia data percepirà, ogni cosa funziona e la nuova dimensione della band è del tutto convincente.
Passiamo ora al secondo disco, "Green". Sarebbe stato facile - e, perdonate la franchezza, probabilmente noioso in maniera letale - scodellare un'altra manciata brani nel medesimo stile di "Yellow", arrivando così a confezionare un ipotetico "doppio disco della conversione" semplice da etichettare e da bollare. Invece "Green" è una collezione di nove pezzi che compiono un'altra virata, andando a solcare il terreno del prog più old school - quindi un allontanamento ancora più percepibile dalle proprie radici - e anni Settanta. Le atmosfere si fanno liquide, fumose, in più di un frangente pinkfloydiane; le melodie si intrecciano bizzarre e involute, le chitarre effettate e lisergiche giocano a nascondino coi nostri neuroni, mentre le voci pulite e declamanti ci guidano in un viaggio verso sentieri battuti dai colossi del genere in un passato ormai nemmeno troppo vicino.
Sicuramente tra i due dischetti il più coinvolgente - che potrebbe addirittura segnare un punto di svolta a livello di riconoscimento commerciale per la band - è "Yellow"; mentre con "Green" avrete modo, mezzo e tempo di fare gustose corsette inseguendo il coniglio bianco di buona memoria... e non per mangiarvelo in umido!

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.