Questa ammirabile impresa e i milioni di copie vendute non sono bastate per conquistare i favori di chi campa scrivendo di musica, che ha mantenuto il pennino intinto nel curaro senza risparmiare ad Adam Levine (soprattutto) e soci ogni tipo di critica, anche personale. La più comune delle quali è quella di essere una brutta copia di altri e di non eccellere in nulla di particolare. Senza dare loro neppure l’attenuante che se trattasi di falsi o imitazioni, di falsi d’autore si parla, considerato il successo certificato da svariati premi e riconoscimenti.
“Overexposed”, sovraesposti. E ci mancherebbe altro dopo un 2011 nel quale se andava bene poteva trascorrere al massimo una mezz’ora prima di ascoltare la sinuosa mega hit “Moves like Jagger”. Nel 2012, prima dell'uscita del disco, il giochetto viene riproposto con “Payphone” e il successo si è puntualmente ripetuto. Laddove interveniva Christina Aguilera a insaporire ulteriormente la pietanza, qui è stato assoldato il rampante Wiz Khalifa . In una recente apparizione televisiva hanno con intelligenza proposto il medley delle due canzoni…un’idea tutt’altro che peregrina. Qui però casca l’asino: sei minuti di passaggio tv con due hit di tale fatta sono inattaccabili, magari facili e banali ma inattaccabili. Se si parla di un intero disco è però un altro discorso.
Lo stesso si apre con l’altro singolo scelto, la reggaeggiante “One more night”, che funzionicchia ma nulla più. Seconda traccia la già citata “Payphone”. E poi francamente poco altro. Pochissima variazione su un tema sviluppato con poco contenuto che auguriamo loro possa soddisfare i numerosi ammiratori. Un paio di ballate, la riconoscibile voce di Adam Levine e qualche riffettino funky. Decisamente non indimenticabile.
“Overexposed”, sovraesposti. E ci mancherebbe altro. E complimenti ai ragazzi per l'autoironia del titolo. Un segno nel pop lo vogliono lasciare e seppur senza avere le stimmate dei fuoriclasse (anche se più di una zampata in questi dieci anni l’hanno data) il loro prodotto funziona e le loro scelte fino ad ora si sono rivelate vincenti e per questo bisogna applaudirli. Per il futuro i Maroon 5 sono condannati a sfornare hit perché il loro non è un pubblico dalla memoria lunga. E' dedito piuttosto al qui e ora, al breve volgere di una danza. Nulla di male...chi vuole essere lieto sia.