«MOSTRI E NORMALI - Tre Allegri Ragazzi Morti» la recensione di Rockol

Tre Allegri Ragazzi Morti - MOSTRI E NORMALI - la recensione

Recensione del 17 giu 1999

La recensione

Se non fossimo rimasti un po’ ragazzini, non seguiremmo con tanta passione il rock, musica adolescenziale come nessuna (per quanto piena di rughe!). No, gli adulti veri ascoltano il jazz oppure la classica oppure (siiiì) i fermenti “globali” dell’etnica. Il trentenne Davide Toffolo dei TARM, è uno di noi, rimasti ragazzi. Forse perché sostiene di essere morto giovane, come tutti i grandi del rock, e di essere pertanto un allegro ragazzo morto. Il suo legame con la beata - insomma - gioventù peraltro supera quello di molti di noi, stante l’altro mezzo di espressione da lui scelto: il fumetto.
Però il suo linguaggio, nelle canzoni come nel fumetto dei Ragazzi Morti accluso al cd, pare alla ricerca di un arduo equilibrio, come se ogni tanto l’adulto, con la sua smania di prendere per mano il ragazzino riottoso, intervenisse a semplificare, temendo che i giovani, storditi da Mtv e dal buonismo elementare Jovanottesco, siano tutti un po’ scemi. “Non saremo mai come voi, siamo diversi, puoi chiamarci se vuoi ragazzi persi” sono roba da tristanzuolo ragazzo vivo; un vero allegro ragazzo morto canta, casomai: “Quello che mi hanno promesso, sesso soldi successo, lo voglio subito adesso; faremo dei tuoi pensierini ritornelli per donne e bambini” (nella sarcastica “Uomo mangia uomo”).
Musicalmente, i TARM prediligono un essenzialissimo rock chitarra-e-ritornello, la cui agilità è una boccata d’aria fresca in questo periodo in cui anche il più frastornato canterellante ti viene a parlare di “lavoro di ricerca all’insegna della contaminazione”. Il disco è inciso quasi in presa diretta, come dimostra qualche crollo vocale lasciato così com’è. Ma va bene anche questo; andrebbe tutto bene, se non rimanesse il dubbio di un’ansiosa ricerca della sintonia con i teenagers di provincia. Ma forse non è una forzatura: è persino probabile che dietro versi agghiaccianti tipo “alzo gli occhi al cielo di piombo e incontro gli uccelli che volano via” ci sia il sincero patire di sbarbi di periferia mai cresciuti.

Tracklist:

Stai come me
Bella mia
Occhi bassi
Dipendo da te
Catena
Abito al limite
Dimmi
Sono morto
Uomo mangia uomo
Mai come voi
Non mi manca niente
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