«MARAQOPA - Damien Jurado» la recensione di Rockol

Damien Jurado - MARAQOPA - la recensione

Recensione del 05 mar 2012 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ci sono nomi che girano come un segreto ben custodito: qualcuno li conosce bene, qualcuno li ha sentiti nominare, la maggior parte li ignora del tutto. E questi nomi sarebbe bene che uscissero dall’anonimato, per la musica che fanno.
Damien Jurado è un esempio perfetto: quindici anni di carriera, dieci dischi. Quanti di voi lo conoscono, alzino la mano... Da quando ho messo le mie mani su “Maraqopa”, l’ho nominato spesso quando mi si chiedeva che musica stavo ascoltando in questo periodo. Un paio di amici lo conoscevano, qualcuno molto bene, qualcuno per sentito dire - come me fino a poco tempo fa: avevo messo le mani su un disco di cover inciso assieme a Richard Swift, distribuito gratuitamente. La maggior parte diceva “Damien chi?”. E questo nonostante nei “giri giusti” - tipo Pitchfork - si parli di lui da tempo.
Jurado è di Seattle, venne scoperto da Ken Stringfellow (che al tempo suonava nei Posies, e che per qualche tempo ha fatto parte dei R.E.M.). Ha iniziato ad incidere per la Sub Pop, e da qualche tempo è arrivato ad una delle etichette “di culto” della scena indipendente, la Secretly Canadian. Ma non pensiate che sia il solito cantautore folk depresso, anzi. Anzi, il bello di “Maraqopa” - nome di una immaginaria città abitata solo da due persone - è il modo in cui canzoni che arrivano dal songwriting classico vengono rese ariose, diverse, quasi imprevedibili grazie ad una paletta sonora originale, che spazia dal rock classico all’elettronica. Dalla psichedelia elettrica di “Nothing in the news”, al folk di “Life away in the garden”, con un coretto di bambini che fa da contraltare alla sua voce, tanto improbabile sulla carta quanto efficace nei fatti. “Reel to reel” ricorda addirittura certe soluzioni sonore alla Portishead. Merito dell’altra persona che abita la città di Maroqopa, Richard Swift (cantautore di suo, e da qualche tempo membro degli Shins), che, oltre all'album di cover, aveva già collaborato all’album precedente “Saint bartlett”, e la cui produzione ha fatto fare un salto di qualità ad un artista già di grande livello.
La musica di Damien Jurado probabilmente non è per tutti, ma sicuramente merita più attenzione e visibilità di quella avuta finora. “Maroqopa” è uno dei dischi più belli, originali, spiazzanti e godibili di questi primi mesi del 2012, e scusate se è poco.

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