«SUPERNATURALE - Luca Gemma» la recensione di Rockol

Luca Gemma - SUPERNATURALE - la recensione

Recensione del 13 feb 2012 a cura di Daniela Calvi

La recensione

Che Luca Gemma sia influenzato dallo stile britannico, ascoltando questo suo nuovo album, sembra chiaro. "Supernaturale", che esce a qualche anno di distanza dal precedente e a sette anni da "Saluti da Venus", primo album solista dell'ex componente (insieme a Pacifico) dei Rossomaltese, raccoglie canzoni piacevoli e che richiedono più di un ascolto per essere amate a dovere. Gemma è un bravo musicista e un bravo cantante, ha un timbro vocale inconfondibile, una voce che sa essere acuta e profonda allo stesso tempo, asciutta ma anche morbida. I passaggi più british si hanno con canzoni come "Blu elettrico" (brano immediato e dalla melodia morbida e orecchiabile) e "Bye Bye" dove si passa dagli Smith ai Clash, e con la bellissima "Il cielo sopra di te" ("hai preso le misure ai tuoi tormenti?", recita il testo), un brano che riprende forse le fila lasciate sospese in "Saluti da Venus" (personalmente ricorda con piacere "Verresti a sopravvivere con me") e che si avvale della preziosa voce di Patrizia Laquidara e del il violoncello di Mattia Boschi dei Marta sui Tubi, tanto che anche Gemma nelle note del disco lo definisce un brano dove "ogni cosa è al suo posto".
Il ritmo lo si riprende in canzoni come "L'alba" e "Io voglio", dove il basso la fa da padrona e la sezione ritmica è protagonista senza spingere troppo, lasciando lo spazio dovuto agli arrangiamenti e ai testi. Uno dei momenti migliori dell'intero album lo si raggiunte grazie a "Credo": inizio timido, chitarra e voce, con tutti i Credo che Luca Gemma dice nella sua vita ("Credo di essere libero, o almeno provo a dirmelo"), e che si trasforma sul finale in un trionfo di strumenti e suoni che si aggiungono uno all'altro piano piano, quasi a sembrare una marcia.
"Supernaturale" è un disco ben fatto (da sottolineare anche la presenza di Pasquale De Fina alle chitarre in diversi brani e la produzione di Paolo Iafelice) che parla di emozioni, di natura, di bellezza, di ricordi e di momenti (per esempio "Venne l'estate" con quei toni freschi e l'ukulele di Gaetano Cappa che la fa da padrona e "Natura", a tratti dagli arrangiamenti retrò, a tratti più moderna che mai) e che lascia la voglia di riascoltarlo per cogliere tutte le sfumature che cambiano colore di passaggio in passaggio.

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