«THE STARS ARE INDIFFERENT TO ASTRONOMY - Nada Surf» la recensione di Rockol

Nada Surf - THE STARS ARE INDIFFERENT TO ASTRONOMY - la recensione

Recensione del 17 gen 2012 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

La suggestione del titolo è davvero bella e, per strano che possa sembrare, descrive bene la musica di questo disco. Perché i Nada Surf sono lontanissimi da ambizioni cosmologiche. E come le stelle, se ne fregano di mode e teorie. "The stars are indifferent to astronomy" è il primo disco di inediti in quattro anni, per questa band newyorchese, che un paio di anni fa aveva pubblicato un disco di cover ("If I had an hi-fi"). Ma, per quel che vale, potrebbe essere stato pubblicato 5, 10, 15 anni fa e non farebbe un gran differenza.
I Nada Surf sono in giro dagli anni '90, hanno avuto un briciolo di notorietà in quel periodo con un singolo, poi sono tornati in quel limbo in cui vivono molte band. Un limbo popolato da appassionati che pensano che i Nada Surf siano tra i migliori autori di canzoni pop-rock che possiate trovare in circolazione: chitarrine, grandi melodie, armonie. Un genere démodé, sempre uguale a se stesso che loro frequentano con maestria da anni, anche loro sempre uguali a se stessi. "The stars are indifferent to astronomy" è un disco assolutamente indifferente alle mode. Poco cambia che la formazione sia stata allargata a comprendere (solo in studio) Doug Gillard dei Guided By Voices e Martin Wenk dei Calexico e che ci sia un nuovo produttore Chris Shaw (Wilco, Brendan Benson, Super Furry Animals).
E' un disco fuori dal tempo, eppure, vi può regalare qualche decina di minuti di sommo piacere musicale: nel suo genere è un piccolo capolavoro. Assolutamente minore, se volete, ma va bene così: basta sentire l'1-2 del singolo "When I was young"\"Jules and Jim" per capirla: la prima parte acustica per poi crescere con le chitarre elettriche; "Jules and Jim" parte subito con un arpeggio e delle melodie che non starebbero male nel repertorio di un'altra grande band del genere, i Teenage Fanclub.
Se poi vi dovesse piacere il genere, andatevi a recuperare l'album di cover (che contiene una spettacolare versione di "Enjoy the silence", trasformata in una canzone chitarristica d'altri tempi) e "Let go" del 2002 con "Blonde on blonde", struggente e nostalgica ballata elettrica dedicata al disco di Dylan e all'epoca dei Walkman.

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