«TUTTI A CASA - Bassi Maestro» la recensione di Rockol

Bassi Maestro - TUTTI A CASA - la recensione

Recensione del 16 gen 2012

La recensione

Come sarà il 2012, anno già segnato da crisi irrefrenabili e ambigue scadenze Maya? Io non so prevedere il futuro, però se volete vi faccio fare un salto nel passato, perché se si parla di Bassi Maestro si parla di 20 anni di onorato servizio in prima linea nella scena italiana, si parla di più di 40 produzioni, tra demo, tape e mixtapes, si parla di migliaia di concerti in ogni angolo della penisola, e centinaia di collaborazioni con i volti vecchi e nuovi, noti e meno noti, del panorama hip hop nostrano.
E ora? Cosa aspettarsi da un rapper così all’alba del nuovo anno? Io non so prevedere il futuro, però so che ora i numeri enormi di prima si rimpiccioliscono e diventano un esiguo 19, come le tracce di Tutti a Casa, album in freedownload che anticipa Stanno Tutti Bene, nei negozi dal 14 febbraio.
E’ un album che già dal primo ascolto, dal primo giro di tracce, contiene tutti gli elementi distintivi del classico, tutte le caratteristiche di un album che non è un album come tanti, come tanti in questo 2011: i beats originali, i campionamenti ricercati, i testi spinti, digrignati, le tantissime collaborazioni, ne fanno una raccolta di pregevole fattura, dove nessuna traccia è lasciata al disimpegno artistico, al caso, all’essere una “riempi-album”. Colpisce sempre come Bassi, anche in questo caso, componga una serie di liriche che passano trasversalmente tutti i generi di rap, da quello meditativo di “Riflessioni”, a quello da sfida (sul ring?) di “Sopra la Cintura”; e come non si reinventi ad ogni traccia, ma sia sempre se stesso, col suo flow, col suo ritmo esclusivo, quasi privato.
Citazione a parte merita “Spiegare un’attitudine”, frammento personalissimo, testamento lirico dell’autore, dove Davide ci confida, e confida a se stesso, considerazioni che, per la prima volta al mio orecchio, sembrano veramente scaturite dalla testa (e dalla penna) di un uomo, di una persona, e non di un personaggio che deve costruirsi una personalità in linea con la moda del momento, con la scena hip hop. Da ascoltare, soprattutto per gli emergenti del genere, per capire cos’è la vera maturazione artistica, che non è essere magari meno arrabbiati o usare un determinato stile, ma è trovare il giusto equilibrio tra quello che cerchi nell’hip hop e quello che vuole il pubblico.
Dunque? Che seguito si preannuncia per questo album e per la carriera di Bassi Maestro? Io non so prevedere il futuro ma, visti i trascorsi e i seguiti, la colonna dell’hip hop italiano rimarrà a sorreggere la scena anche nel 2012.

(Daniele Biss Bissacco - Courtesy of RapBurger )
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