Caciaroni, dinamici, con qualche anno di gavetta alle spalle che li ha strappati alla manovalanza in fabbriche di salsicce (è il caso del cantante Brendan) e con tanta voglia di arrivare, ecco presentarsi con questi album gli irlandesi Driven. Il gruppo di Limerick vanta già un discreto pedigree a livello stampa, visto che giornali come Metal Hammer e Kerrang! si sono letteralmente infatuati della band. Ad ascoltare lalbum però non si capisce perché il riscontro per ora sia avvenuto principalmente su giornali di metal. I Driven suonano rocknroll abbastanza spinto, questo sì, ma siamo decisamente più visici al pop che allhardcore o al metal. Piuttosto i ragazzi sembrano una versione smart e più aggressiva di quanto attualmente gira nei tubi del rock inglese: niente voce piagnisteo tipo Verve, niente spiritualità paranoica alla Radiohead, niente strafottenza da troppo cerume nelle orecchie alla Liam & Noel: qui il modello è piuttosto quello dei vecchi Ramones incrociati con qualcosa di Larry Blackmon dei Cameo. Riferimenti strambi, non è vero? Eppure i Driven filano via che è un piacere, con ironia e pesantezza quando è il momento giusto. Due brani su tutti, non fosse altro che per i titoli: "Jesus loves you more if you can drive" e "Hate the disco". Bravi.
Driven - THE DRIVEN - la recensione
Recensione del 15 apr 1998