«HITS ARE FOR SQUARES - Sonic Youth» la recensione di Rockol

Sonic Youth - HITS ARE FOR SQUARES - la recensione

Recensione del 31 ott 2011

La recensione

Eccezion fatta per i completisti oltranzisti, ai quali sicuramente farà piacere veder disponibile anche in Italia un disco uscito quasi quattro anni fa per Starbucks Music e ripubblicato due anni dopo (nei soli Stati Uniti, però) per il Record Store Day, difficile che questo album riesca a catalizzare l'attenzione di molti: lo zoccolo duro dei noister americani - quelli fedeli dai tempi "pre Geffen", con buona parte della produzione SYR sullo scaffale - le canzoni inserite in questa compilation le conosce già, e anche molto bene. L'originalità di questa raccolta - corredata da una delle copertine più improbabili degli ultimi tempi - sta tutta, ovviamente, nel gusto dei selezionatori, attraverso le orecchie dei quali è possibile rileggere la carriera di una delle rockband più importanti dell'ultimo trentennio: impossibile non notare le affinità nelle scelte di artisti musicalmente vicini (si veda Mike D dei Beastie Boys, che - proprio come Beck - attinge per la sua proposta a "Dirty", o come Gus Van Sant e Michelle Williams, prestati al gioco dal mondo del cinema, preferiscano citare "EVOL"), come impossibile non notare alcune assenze importanti, o - per meglio dire - strategiche. Certo, non mancano le pietre miliari ("Goo", segnalato da Radiohead e Portia de Rossi) e "Sister" (curiosamente nominato solo da Mike Watt e Dave Eggers), e grazie a Eddie Vedder non rimane escluso nemmeno il validissimo "Daydream nation": Chloe Sevigny si spinge indietro fino a "Confusion is sex" (1983) per recuperare la sua "The world looks red", mentre Flea dei Red Hot Chili Peppers - insieme a Allison Anders, con "Stone" da "Sonic nurse" - opta per il repertorio più recente, accordando la sua preferenza a "Rain on tin" da "Murray Street". Mancano totalmente all'appello "Bad moon raising" (difficile, vero, ma ad oggi ben metabolizzato) ed il bello (ma trascurato) "Washing machine", così come "A thousand leaves" e l'interlocutorio "NYC ghosts & flowers", mentre più comprensibile - per diventare classici i dischi hanno bisogno di essere belli e di un discreto lasso di tempo, e, incontestabilmente, il secondo a questi è mancato - "Rather ripped" e "The eternal". Vero, c'è un inedito, "Slow revolution", sicuramente interessante, strutturalmente complesso ma non celebrale, con sonorità riverberate che danno al brano un carattere molto originale pur senza togliere la "firma" della band, che da solo, però, almeno agli occhi dell'ascoltatore medio non credo basti a giustificare il prezzo del biglietto. Eppure, oggi che - stando almeno alle ultime provenienti da oltreoceano - nel gruppo qualcosa s'è rotto (e nonostante le dichiarazioni rassicuranti in merito degli ex coniugi, la "gioventù sonica" - in un modo o nell'altro - ne subirà le conseguenze), questa retrospettiva di lusso, pur non impreziosita da una confezione discutibile, offre uno scorcio interessante (seppur molto compresso) sul percorso della band newyorchese, che lontana dai riflettori ha aperto la strada a schiere di epigoni oggi mediaticamente molto più esposti. Oggi chi se ne intende li chiama "teaser", ovvero anteprime che incuriosiscano e invoglino ad approfondire: "Hits are for squares" potrebbe esserne una, convincente, per chi ai Sonic Youth non ha mai trovato il tempo di accostarsi.

TRACKLIST

01. Bull in the heather (scelta da Catherine Keener, da Experimental jet set, trash and no star)
02. 100% (scelta da Mike D, da Dirty)
03. Sugar kane (scelta da Beck, da Dirty)
04. Kool thing (scelta dai Radiohead, da Goo)
05. Disappearer (scelta Portia de Rossi, Goo)
06. Superstar (scelta Diablo Cody, da If I were a carpenter)
07. Stones (scelta da Allison Anders, da Sonic nurse)
08. Tuff gnarl (scelta da Dave Eggers e Mike Watt, da Sister)
09. Teen age riot (scelta da Eddie Vedder, da Daydream nation)
10. Shadow of a doubt (scelta da Michelle Williams, da EVOL)
11. Rain on tin (scelta da Flea, da Murray Street)
12. Tom Violence (scelta da Gus Van Sant, da EVOL)
13. Mary-Christ (scelta da David Cross, Goo)
14. The world looks red (scelta da Chloe Sevigny, da Confusion is sex)
15. Expressway to yr skull (scelta dai Flaming Lips, da EVOL)
16. Slow revolution (inedito)
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