«COLE WORLD - THE SIDELINE STORY - J. Cole» la recensione di Rockol

J. Cole - COLE WORLD - THE SIDELINE STORY - la recensione

Recensione del 17 ott 2011 a cura di Alessandra Zacchino

La recensione

J.Cole è stato per un po’ in panchina in attesa della sua grande occasione in campo. Il rapper 26enne così ha descritto il suo percorso musicale, che ad un certo punto ha avuto la svolta decisiva con la pubblicazione del suo primo album, “Cole world: the sideline story”; l’occasione, dopo anni di “sideline”, per dimostrare al “coach” Jay-Z, che puntare su di lui è stata la scelta giusta.
J. Cole non ha tradito le aspettative di nessuno, mettendo subito a segno l’ambito primo posto in classifica. “Cole world” è quindi l’esordio ufficiale del rapper dai natali europei, che negli ultimi anni ha sfornato dei mixtape che hanno creato delle alte aspettative sul suo conto, soprattutto dopo la firma due anni fa con la Roc Nation. La pubblicazione di questa sua prima vera opera discografica, porta quindi anche il peso, oltre che il privilegio, di essere l’artista simbolo dell’etichetta di Jay-Z. J.Cole non può quindi fallire. Non deve fallire.
“Cole world”, si presenta come un resoconto, un manifesto del “Cole-pensiero” e vuole essere la risposta alle nostre alte aspettative. Ascoltando l’album, appare subito chiaro che J. Cole vuole emergere e distinguersi dai suoi pari, almeno in termini di liriche ed è piacevole, una volta tanto, non imbattersi nei soliti triti e ritriti temi cari al genere e all’inossidabile binomio “bling-hoes”. J. invece ci parla di esperienze di vita normali, talvolta drammatiche, di relazioni, di sogni, di alti e bassi. Ma c’è spazio anche per sottolineare il suo status da testa di serie e per questo accorre una sorta di dream-team che partecipa ad alcune canzoni del disco. C’è ovviamente Jay-Z, ma anche Missy-Elliot , Trey-Songz e Drake. e, sorprendetemente, la lista finisce qui. J. Cole avrebbe potuto chiedere ed ottenere qualunque produttore, ma ha preferito fare da solo e avrebbe potuto avere una sfilza di featuring, ma con intelligenza ha preferito non strafare. Un altro punto a suo favore.
In generale, “Cole world”, è costruito su solide basi e in poco più di un’ora racconta il passato, presente e futuro di J. Cole e tutto il suo universo, attraverso canzoni in grado di lasciare il segno, come “A dollar and a dream III”, “Nobody’s perfect”, “Mr. nice watch”, “Rise and shine”, “Can’t get enough” e “Lost ones”. Dai mixtape al presunto “sextape” con Rihanna , Cole è stato in grado di costruire attorno al suo personaggio un interesse tale, da imporre questo album nella lista dei dischi migliori del 2011.

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