«WATCH THE THRONE - Jay-Z & Kanye West» la recensione di Rockol

Jay-Z & Kanye West - WATCH THE THRONE - la recensione

Recensione del 16 ago 2011

La recensione

Jay-Z e Kanye West. I due giganti dell'hip hop americano, insieme per un disco. Il rapper più commerciale e "sboccato", il primo, quello più (involontariamente?) sperimentale e osannato dalla critica il secondo. Il risultato è "Watch the throne", questo album pluri-annunciato e poi rinviato, avvolto dal mistero fino a poco tempo fa e finalmente uscito quasi in sordina in questi giorni. Far fronte alle aspettative altissime per questi due artisti non è stato sicuramente semplice. Non è la prima volta che incrociano le loro strade, ma non era mai successo che facessero un intero disco insieme. Il risultato è un Blockbuster di lusso, pieno zeppo (forse troppo) di collaborazioni e intriso di orgoglio "nigga" che più non si può. Un progetto molto ambizioso nelle intenzioni dei due artisti, che forse proprio per questo a tratti si perde un po' per strada.
Tra i due rapper, Jay-Z è sicuramente quello più a suo agio con le rime, come nell'aggressiva e sboccata "Niggas in Paris", un pezzo divertente che porta tutto il suo marchio. Ma chi riesce a dare quel qualcosa in più - e lo splendido "My beautiful dark twisted fantasy" sta lì a dimostrarlo - è Mr.Kanye West. I momenti più riusciti del disco portano tutti la sua impronta. Qualche esempio? L'apertura con i synth e la voce di Frank Ocean di "No church in the wild" colpisce fin dal primo ascolto: “What’s a king to a God/A God to a non-believer who don’t believe in anything?”, recita l'invettiva religiosa che apre alla grande le danze. Stesso dicasi per il singolo "Otis", dove Kanye campiona "Try a little tenderness" dell'immortale Otis Redding e lascia Jay-Z a briglia sciolta. Un po' di orgoglio black, ma soprattutto il pezzo migliore dell'album. A far funzionare "Gotta have it" ci pensano invece i Neptunes, che costruiscono un bel beat di scale arabeggianti per costruire un inno contro il razzismo: "LOLOLOL, white America / Assassinate my charter”, attacca con rabbia Mr. West dietro al sample di "My Thang" di James Brown.
Come accennato però, non va sempre bene ai due pesi massimi dell'hip hop a stelle e strisce: "Lift off", nonostante il contributo di Beyoncé , non convince del tutto perché sembra non decollare mai. Così come "New day", che campiona in modo abbastanza scontato "Feeling good" di Nina Simone, e "Made in America" che si perde in un mare di scontata retorica patriottico/religiosa.
A tratti l'invettiva politica si fa esplicita e conferma tutta l'ambizione di Jay-Z e Kanye West : "It’s time to redefine black power", recita la protest song "Murder to excellence". A chiudere le danze c'è invece "Why I love you so", costruita su "I love you so" dei Cassius, che però dimostra come "Watch the throne" cali un po' alla distanza dopo la partenza in quarta. Insomma, il disco di Jay-Z e Kanye West è un must per gli appassionati del genere, su questo non ci piove: ci sono ottimi spunti qua e là. Ma come spesso succede in questi casi, la pioggia di collaborazioni e la (sincera) voglia di "spaccare" dei due artisti sono un pregio, ma anche un limite. Con qualche effetto speciale in meno il risultato finale sarebbe stato migliore.


(Giovanni Ansaldo)

TRACKLIST

01. No Church in the Wild
02. Lift Off
03. Niggas in Paris
04. Otis
05. Gotta Have It
06. New Day
07. That’s My Bitch
08. Welcome to the Jungle
09. Who Gon Stop Me
10. Murder to Excellence
11. Made in America
12. Why I Love You
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