«VOL.2 POVERI CRISTI - Brunori sas» la recensione di Rockol

Brunori sas - VOL.2 POVERI CRISTI - la recensione

Recensione del 28 lug 2011

La recensione

Lo ascolto e lo riascolto oramai da un mese e mezzo, e il disco di Brunori Sas mi piace ogni giorno di più. Non so se andrà a far parte degli album del millennio, ma penso che starebbe benissimo tra i migliori dischi del 2011.
"Vol. 2 - Poveri Cristi" è molto più ficcante e incisivo rispetto a "Vol. 1" uscito nel 2009 (che vinse il Premio Ciampi), e in queste dieci canzoni Brunori è capace di far ridere, piangere, commuovere, arrabbiare, sorridere e perdere la testa. Ascoltando attentamente il disco, viene da paragonare Brunori a molti altri cantautori, ma non perché il Nostro non abbia personalità o sia banale, tutt'altro: i testi di Brunori sono spesso romantici e gentili, struggenti e carichi di bellezza, riflessivi e ironici. Nella tribale, disperata e ironica "Animal colletti" ("Non ho nemmeno i soldi per andare a puttane, che vita infame! Io non mi lamento mai") e in "Rosa" sembra un Rino Gaetano moderno e nella emozionante e nostalgica "Bruno mio dove sei" viene subito il cuore in gola per quanto ricordi - come anche il valzer de "La mosca" - il Francesco De Gregori di "Niente da capire" e "Buonanotte fiorellino".
"Una domenica notte" è una bellissima ballad acustica dal sapore di casa di campagna e sentimenti genuini che richiama alle finezze di gruppi come Belle & Sebastian e Noah and the Whale, come la concreta e polemica "Lei, lui, Firenze", mentre "Il giovane Mario" è una bella quanto triste storia che riserva un finale beffardo. Il disco procede con la crudele e battistiana "Il suo sorriso" ("Il suo sorriso e il tuo sorriso in un istante hanno deciso che non ci fosse più sul mio viso spazio per fare un altro sorriso") che vede la partecipazione di Dente e sembra la versione 2.0 di "29 settembre". Il finale viene lasciato alla trionfale "Tre capelli sul comò" e alla fantasiosa "Fra millioni di stelle" che ricorda il miglior Edoardo Bennato.
"Vo. 2 - Poveri Cristi" è una raccolta di affreschi di vita quotidiana dipinti dalla giovane mano di un cantautore un po' naif, capace in ogni brano di descrivere con parole e concetti semplici la realtà e quello che ci circonda. Questo album è la conferma, l'ennesima, che la scena cantautorale italiana sta prendendo sempre più la piega giusta con artisti posati e senza pretese, gentili ma carichi di passione e di voglia di fare, gente che ci mette la faccia come Brunori, Vittorio Cane, Pan Del Diavolo e pochi altri. Finalmente.



(Daniela Calvi)

Tracklist:
“Il giovane Mario”
“Lei, lui, Firenze”
“Rosa”
“Una domenica notte”
“Il suo sorriso”
“La mosca”
“Bruno mio dove sei”
“Animal colletti”
“Tre capelli sul comò”
“Fra milioni di stelle”
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