«ALL YOU WANT - Toad the Wet Sprocket» la recensione di Rockol

Toad the Wet Sprocket - ALL YOU WANT - la recensione

Recensione del 19 apr 2011 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Paradossi o effetti collaterali della situazione odierna della musica: Una band degli anni '90 si riforma, ma non possiede più le sue canzoni. Al tempo incideva per una major, oggi è inevitabilmente indipendente. Così, per pubblicare una raccolta è "costretta" a reincidere le proprie canzoni. "Costretta", tra virgolette, perché la cosa si può trasformare in un'opportunità, ed è quello che è successo ai Toad The Wet Sprocket.
"Toad che?" avra pensato chi ha resistito alle prime righe di questa recensione. Domanda legittima: il nome di questa band californiana è nonsense preso a prestito dai campioni del genere, i Monty Python. E, soprattutto, è un nome caduto nel dimenticatoio da tempo, soprattutto da noi dove da quell'oblio non è mai emerso. In America, qualche lampo di notorietà l'hanno avuto nei primi anni '90, prima di sciogliersi nel '98, e riformarsi nel 2006.
Ora, ve li consigliamo perché "Dulcinea" (1994) è uno dei migliori e più sconosciuti dischi di pop-rock americano di quel periodo. Non ha fatto e non fa nulla di straordinario, quella band. Ma in quel caso - e in diversi altri - ha azzeccato canzoni melodiche e rock, genere che a quel tempo - quello del successo di Counting Crows e Wallflowers, funzionava parecchio oltreoceano.
"All you want si compra sul sito della band, e contiene gli 11 migliori brani della band, risuonati. Se conoscete gli originali (difficile, mi sa) vi renderete conto che hanno conservato la piacevolezza originale, fatta di chitarre leggere e della bella voce di Glenn Philipps - pur con arrangiamenti leggermente diversi. Se non conoscete le canzoni e vi piace il genere - è una buona occasione per scoprire piccole gemme come "Something's always wrong" (ho sempre amato questa canzone - presuntuosamente penso che sia una delle migliori canzoni-canzoni americane dei primi anni '90), "Come down", la ballata "Crazy life".
Sono e rimarranno un gruppo di nicchia, i Toad The Wet Sprocket, uno di quei gruppi che non hanno inventato niente e di cui, volendo, si può fare anche a meno. Ma la loro musica è e rimane una piccola gemma di quel periodo, leggera, senza pretese eppure piacevole come solo il miglior pop-rock americano sa essere.

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