«REALITY AND FANTASY - Raphael Gualazzi» la recensione di Rockol

Raphael Gualazzi - REALITY AND FANTASY - la recensione

Recensione del 22 feb 2011 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Con quel suo incedere un po’ goffo ma spontaneo, con quella musica retrò, con quel Raphael Gualazzi era il vero alieno sul palco del Festival di Sanremo, altro che Battiato e Madonia. Un’impressione che si è concretizzata ancora di più quando l’abbiamo incontrato e ha imbastito una lezione improvvisata di storia del jazz e di “stride piano” , il genere di inizio secolo che Gualazzi ha rivisitato per “Follia d’amore”, il pezzo sanremese.
Nella stessa occasione, Caterina Caselli Sugar ha spiegato il progetto, ha ricordato come la sua casa discografica lavori poche cose ma bene, come ormai fanno in pochi. E’ vero, anche se molta stampa fatica a tralasciare quel pre-giudizio positivo che spesso si ha nei confronti delle cose che vengono dalla Sugar, che per alcuni sono buone a prescindere.
Considerazioni laterali a parte, “Reality and fantasy” è un disco di alto livello e realizzato con grande cura: un progetto inciso con musicisti di grande esperienza (su tutti, la tromba di Fabrizio Bosso, che appare in alcuni magnifici “fill”) per valorizzare il talento di questo giovane ragazzo che mostra una maturità d’altri tempi, che suona da consumato maestro e canta indifferentemente in italiano e inglese, con eguale naturalezza. C’è musica di diversa provenienza, nelle 14 canzoni, più una, di questo disco: c’è lo swing pop della canzone sanremese, c’è il pop-soul di “Three second breath”, ci sono gli echi di Paolo Conte di “Calda estate”, e poi c’è quel “più uno”, il remix della title-track ad opera di Giles Peterson, che ricorda quel filone di jazz modernizzato con l’elettronica che tanta fortuna ha avuto da St. Germain in poi.
Insomma, il ragazzo ha personalità. Forse non ha ancora una vera e propria identità, perché l’altro lato della medaglia è che questo disco mostra molte facce diverse della stessa medaglia, senza sceglierne una. Che poi è il problema che hanno avuto alcuni compagni di scuderia come Malika Ayane ed Elisa ad inizio delle rispettive carriere. Ma il talento c’è, è fuori discussione e “Reality and fantasy” è una pregevole prova, godibilissima nel presente e che lascia sperare ancor meglio per il futuro.

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