«ALL THROUGH THE NIGHT - Sand Band» la recensione di Rockol

Sand Band - ALL THROUGH THE NIGHT - la recensione

Recensione del 28 gen 2011

La recensione

Ci sono dischi che funzionano perché sono una raccolta di potenziali singoli, che fanno la fortuna delle radio e delle tv musicali. E poi ce ne sono altri che devono tutta la loro forza all'atmosfera che riescono a creare, ai paesaggi sonori che costruiscono. Ecco, l'esordio dei Sand Band appartiene decisamente a questa seconda categoria. Il quintetto guidato da David McDonnell, già  turnista di Richard Ashcroft e dei Coral e recentemente reclutato anche da Noel Gallagher per il suo progetto solista, viene da Liverpool. Ma il suo suono non è così beatlesiano come potrebbe suggerire la città natale.
Già il nome scelto, Sand Band, evoca in un certo modo paesaggi desertici e desolati: e in effetti il gruppo nonostante abbia una sensibilità indiscutibilmente "British" pesca con decisione anche dal folk americano, soprattutto da artisti come Bob Dylan, Leonard Cohen e perfino i Calexico. Il risultato finale è una musica scarna, ma anche affascinante. Le canzoni di "All through the night" infatti sono delle vere e proprie ballate notturne rarefatte e intimiste, che sarebbero perfette per una colonna sonora cinematografica. Qua e là affiorano spruzzi di psichedelia sixties, ma mai in modo invadente.
I testi scritti da David McDonnell, vera anima della band e tra l'altro anche il produttore del disco, raccontano amori falliti e storie malinconiche, anche se hanno il difetto di nutrirsi un po' troppo dei cliché del genere. "Non riesco ad inventarmi delle storie, preferisco scrivere delle cose quotidiane, di ciò che conosco", ci ha del resto confessato lui in una recente intervista. Ad ogni modo, per capire lo stile dei Sand Band basta ascoltare l'iniziale "Set me free", il manifesto tematico e sonoro di tutto il disco: chitarre acustiche in sottofondo, pedal steel in evidenza e voce sussurrata. Una canzone che piacerebbe ai Coral, ma anche a Richard Hawley.
Sono diversi gli altri pezzi che colpiscono in questo esordio: tra le più riuscite c'è sicuramente "The secret chord", sin dal titolo un chiaro omaggio a Leonard Cohen, e la beatlesiana (questa sì) "To be where you are". Da citare anche "Somewhere in the sky", costruita su un bel fingerpicking di chitarra acustica, e la conclusiva "If this is where it ends", la cui coda "Outro" è in realtà un monologo di un terapista del sonno: l'ennesima dimostrazione di quanto sia intimista la musica dei Sand Band.
Certo, "All through the night" non è un disco che smuoverà le masse. Ma non ne ha nemmeno l'ambizione, è semplicemente una raccolta di belle canzoni (semi)acustiche, un esordio che stupisce per il gusto e la maturità artistica con cui si presenta. Consigliato, soprattutto se vi piace il genere.


(Giovanni Ansaldo)

TRACKLIST

01. Set me free
02. To be where you are
03. Song that sorrow sings
04. The secret chord
05. Open your wings
06. The gift & the curse
07. Someday in the sky
08. Burn this house/Hourglass
09. All through the night
10. If this is where it ends/Outro
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