«WE'RE ONLY IN IT FOR THE MONEY - Frank Zappa» la recensione di Rockol

Frank Zappa - WE'RE ONLY IN IT FOR THE MONEY - la recensione

Recensione del 01 dic 2010

La recensione

Nel ruolo, che stava coltivando per sé fin dall’inizio, di portavoce dei freaks - gente originale che non si trova a proprio agio in nessuna categorizzazione - Zappa confeziona la perfetta espressione del proprio status: un capolavoro satirico che sbeffeggiava contemporaneamente le persone “normali” e gli hippies, entrambe le categorie prigioniere di uno schema superficiale e fasullo. Le frecciate critiche di Zappa non erano solo buffe e spiritose, erano anche feroci.
Come il predecessore “Freak out”, “We’re only in it for the money” in sostanza è diviso in due parti: la prima satirica, la seconda propositiva. A dispetto del tempo trascorso da quando è stata registrata, la prima facciata rimane straordinariamente divertente, dato che attacca bersagli ancora oggi perfettamente riconoscibili. La seconda parte descrive personaggi che Zappa conosceva davvero, alcuni suoi amici freak, e lascia spazio alla spensierata utopia (“take your clothes off when you dance”) e alla protesta diretta e per nulla ironica (“Mother people”).
La musica, straordinariamente potente, è surreale, bizzarra, come quella di una specie di “Sgt Pepper” da incubo; le parti vocali sono modificate e manipolate per ottenere timbriche distorte e vocine da cartone animato; la maggior parte delle canzoni è scorciata in maniera da poter proseguire nella canzone successiva attraverso una connessione fatta di frammenti spezzettati di musica e dialoghi (che a volte interrompono anche le canzoni nel bel mezzo). Forse il capolavoro di Zappa.

Riccardo Bertoncelli dice:
“La copertina è l'opposto preciso del famoso ‘Sgt Pepper’ dei Beatles, con i Mothers vestiti da donne in un sudicio giardino-discarica, e la musica sceglie la via dello sberleffo, della demenza, dello sbriciolamento free senza onorare, anzi rigettandola, l'onirica visione di un Mondo Nuovo di Lennon e McCartney”.
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