«ESPIRITU SALVAJE - Onda Vaga» la recensione di Rockol

Onda Vaga - ESPIRITU SALVAJE - la recensione

Recensione del 17 dic 2010

La recensione

Le possibilità offerte dal web diventano ogni giorno sempre più importanti e coinvolgenti, ma spesso, se non ci sono le persone a dare un indirizzo a questa cascata di dati, il tutto rischia di perdersi nel nulla.
Per chi ama la musica, una delle più interessanti fucine di scoperta di band e artisti internazionali è senza dubbio La Blogoteque, sito creato dal regista francesce Vincent Moon, che, partito da solo con la sua telecamera alla ricerca di esibizioni live uniche di artisti più o meno famosi da immortalare, ha generato la curiosità di tanti altri talenti della cinepresa che continuano, giorno dopo giorno, a raccogliere documentazione della sempre viva scena musicale internazionale come un live in ascensore realizzato con gli Arcade Fire, un cortometraggio realizzato per i National, e un concertino in barca con i Tunng.
Ora che la sua creatura viaggia da sola, Vincent Moon ha puntato il suo obiettivo lontano dai palchi più celebri, realizzando un vero viaggio musicale tra i nuovi talenti della musica argentina e sudamericana. Lungo questo viaggio è arrivato a Buenos Aires dove ha immortalato le esibizioni estemporanee di due talenti come Pablo Malaurie (il cui disco, disponibile solo a Berlino, stiamo ricercando da mesi), e gli Onda Vaga.
Questi ultimi, nati a Cabo Colonio, piccolo villaggio sulla costa dell Uruguay, sono diventati in tre anni un piccolo fenomeno prima locale e, successivamente, in Argentina. Il loro secondo disco "Espíritu Salvaje" è un fiume di canzoni (ben 19!) in cui si fondono la tradizione popolare del folk sudamericano, con accenni di rumba, tango, ma anche reggae e pop. La particolarità di questa band, infatti, è di riuscire a far parlare sia la propria cultura musicale, sia diverse sonorità di stampo internazionale.
Con l'ausilio di un set acustico formato da chitarre, percussioni e fiati, questo quintetto mette in scena un vero party balneare, come quelli fatti nella spiaggia in cui si sono incontrati, riuscendo ad alteranare la loro anima più festaiola che ritroviamo nell'apripista "Marineros" e in "Jovens", con quella più romantica e malinconica di brani come "Sierras negras" e la conclusiva "La muerte canta".
"Espiritu Salvaje" è un disco estivo che, in questo gelido inverno, ci risulta come un toccasana e ci sorprende grazie alla capacità di questi ragazzi di saper scrivere delle canzoni allo stesso tempo scarne e immediate, tradizionali e smaccatamente pop, divertenti e riflessive.
Senza internet non staremmo qui a parlarvi degli Onda Vaga, ma senza Vincent Moon non saremmo nemmeno riusciti a scoprirli.
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