«DANGER DAYS: THE TRUE LIVES OF THE FABULOUS KILLJOYS - My Chemical Romance» la recensione di Rockol

My Chemical Romance - DANGER DAYS: THE TRUE LIVES OF THE FABULOUS KILLJOYS - la recensione

Recensione del 26 nov 2010

La recensione

Siamo nel 2019. Le città sono diventate metropoli tutte uguali tra loro, dove non esiste più la paura ma nemmeno il divertimento. A comandare tutto c'è una gigantesca corporation, la Better Living Industries, che assicura a tutti una vita felice ma molto noiosa. Gli unici ribelli contrari a questo stile di vita e decisi a combatterla sono i Fabulous Killjoys, un gruppo di fuorilegge con uno spiccato gusto per l'edonismo e la ribellione, costretti a vivere nel deserto fuori dai centri abitati. Non si può non partire da questa premessa narrativa per parlare di "Danger days: the true lives of the fabolous killjoys", il nuovo attesissimo disco dei My Chemical Romance. Perché il gruppo americano, dopo il successo di "The black parade" e una lavorazione piuttosto lunga e complicata, ha scelto di nuovo la strada del concept album. Anche se, a dirla tutta, dal punto di vista sonoro i ragazzi del New Jersey hanno apportato dei cambiamenti piuttosto importanti.
Lo si capisce sin da subito: il disco si apre con la voce di Dr.Death Defying, il dj pirata e guida spirituale dei Killjoys che fa da filo conduttore a tutto il lavoro e ci indica le parole chiave che lo guideranno: divertimento e ribellione. L'intro spiana così la strada al singolo "Na Na Na (Na Na Na Na Na Na Na Na Na)", una cavalcata punk-rock solare e contagiosa. Poi tocca a "Bulletproof heart", con il suo riff e le melodie alla Green Day, proseguire l'album con il giusto tiro. Ma le vere sorprese cominciano subito dopo grazie a "Sing", secondo singolo estratto, un ottimo pezzo pop con qualche piccola venatura funk, soprattutto nel finale. Forse la traccia migliore dell'intero lavoro, anche se potrebbe spiazzare più di qualche fan storico. Il suono generale di "Danger days" infatti è molto diverso dal passato, decisamente meno cupo ed emo di quello che ci saremmo aspettati. Oltre alle sempre presenti chitarre elettriche abbondano i sintetizzatori, come nel caso di "Planetary (GO!)", che suona come i My Chemical Romance remixati dai Klaxons. Le stesse "The only hope for me is you", nata probabilmente come una ballata hard-rock, è stata arricchita da un arrangiamento elettro-pop davvero sorprendente. “S/C/A/R/E/C/R/O/W” e “DESTROYA” invece sono decisamente più vicine allo stile del passato.
La strategia scelta dal gruppo insieme al produttore Rob Cavallo, già al lavoro su "The black parade" e sopratutto su "American idiot", sembra pagare: "Danger Days" è insomma un disco sfrontato e divertente, decisamente meno cupo rispetto a quelli passati. Merito anche di episodi smaccatamente punk come "Party poison" e "Save yourself, I'll hold them back". Insomma, i My Chemical Romance dimostrano ancora una volta di non avere una formula prestabilita: chi li aveva etichettati come un gruppo dark e emo dopo "The black parade" dovrà davvero ricredersi ascoltando queste canzoni. Se il disco fila alla grande, ai ribelli Fabulous Killjoys invece non va tanto bene. Trattandosi dei My Chemical Romance infatti, era comunque difficile aspettarsi un lieto fine da questa storia: come ci spiega la ballata "The kids from yesterday" - ancora una volta ricca di synth - i ribelli alla fine sono costretti a soccombere. Vincono i cattivi, con buona pace di Dr.Death, che si congeda dai suoi ascoltatori prima di lanciare la traccia "Vampire money", l'ultimo disperato guizzo, introdotto ironicamente dall'inno americano, che ribadisce ancora una volta il concetto iniziale: godetevela, finché potete.


(Giovanni Ansaldo)
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