«AT DONINGTON UK: LIVE 1983 & 1987 - Ronnie James Dio» la recensione di Rockol

Ronnie James Dio - AT DONINGTON UK: LIVE 1983 & 1987 - la recensione

Recensione del 17 nov 2010 a cura di Andrea Valentini

La recensione

"Dio è morto, viva Dio", è il più automatico e banale pensiero che si può formulare di fronte al florilegio di album tributo, ristampe e celebrazioni che si susseguono da quel nefasto 16 maggio 2010, data in cui Ronnie James Dio - all'anagrafe Ronald James Padavona - è deceduto. Molta è fuffa, c'è qualche doveroso repackaging e remastering, ma il doppio live a Donington del 1983 e 1987 è oggettivamente una bella testimonianza. Vediamo perché.
Il 20 agosto 1983 il cartellone del prestigioso Monsters of Rock di Castle Donington (giunto alla quarta edizione) è scarno, ma comprende una sfilza di pesi massimi dell'hard & heavy: Whitesnake, Meat Loaf, ZZ Top, Twisted Sister, Dio e Diamond Head. Quel Dio che si esibisce per secondo è un ex Elf, ex Rainbow ed ex Black Sabbath, che ha da pochissimi mesi sfornato il proprio primo album solista ("Holy diver") e sta sudando le proverbiali sette camicie borchiate per affrancarsi dai fantasmi delle sue band precedenti. È il primo concerto in terra inglese della band, che deve a ogni costo conquistare la durissima platea di Donington, peraltro nota per le sue intemperanze a base di bottigliate, gavettoni di piscio e piacevolezze del genere.
Nel primo cd di "At Donington UK: live 1983 & 1987" troviamo proprio la testimonianza audio di questa esibizione: intera, nuda e cruda - compresi l'assolo di batteria e di chitarra, come l'estetica rock anni Settanta/Ottanta imponeva. Ci sono diversi estratti da "Holy diver", ma è palese che Ronnie James non se la sentiva di fare il passo più lungo della gamba, per cui in scaletta ci sono due brani dei Black Sabbath ("Children of the sea" e "Heaven and hell") e quattro dei Rainbow, quasi a voler garantire al pubblico una dose minima di hit collaudate - per la precisione, esattamente il 50% dei brani "somministrati". Ad ogni modo, l'esibizione è energica, tirata e ruvida: si sente il sangue che scorre caldo nelle vene di una formazione che, nonostante la caratura dei membri, sta muovendo i primi passi importanti.
Il discorso cambia per il secondo cd, che contiene le 13 canzoni suonate il 22 agosto del 1987, ancora al Monsters of Rock. Sono trascorsi quattro anni e due giorni dall'esibizione di battesimo in suolo albionico e Dio è balzato in cima al cartellone: già, è diventato headliner ora (ad aprirgli la pista ci sono nomignoli del calibro di Metallica, Anthrax, WASP e Cinderella) e ha alle spalle parecchie ore di volo. Un mese prima dell'appuntamento a Donington è uscito "Dream evil" - il quarto album - e la consacrazione a icona del metal è ormai avvenuta. I giochi, dunque, sono fatti e sul palco sale una band ben rodata, capace di tenere il proprio pubblico sulla corda e farlo cantare tutti i ritornelli; insomma Dio e i suoi ormai hanno acquisito mestiere, malizia e credito. È sicuramente indicativo di una maggiore sicurezza il fatto che in scaletta le cover ora sono cinque su 13 pezzi totali: due dei Black Sabbath e tre dei Rainbow - tra cui una versione di "Long live rock'n'roll" da orgia rock d'altri tempi, completa di mega-cori, interazioni col pubblico e giochi da arena.
È così che "At Donington UK: live 1983 & 1987", oltre a essere un bel tributo, è anche un ottimo documento storico tramite cui rivivere due momenti fondamentali per Dio: gli esordi e l'attimo della consacrazione. Sicuramente i fan più hardcore di Ronnie James non troveranno novità sconvolgenti nei due cd, principalmente perché questo materiale ha circolato in forma di bootleg per molti anni: ma mai con la qualità sonora di questa edizione, assemblata utilizzando le registrazioni originali scovate negli archivi della BBC, che documentò tutto l'evento.
Nel caso qualcuno avesse ancora delle perplessità, vi dico che è quasi impossibile resistere di fronte alla confezione digipack con un libretto da urlo (pieno di foto inedite) e due repliche dei pass che la band sfoggiava nelle due date.
Long live, rock'n'roll...

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