«AS I CALL YOU DOWN - Fistful of Mercy» la recensione di Rockol

Fistful of Mercy - AS I CALL YOU DOWN - la recensione

Recensione del 12 ott 2010 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Un altro supergruppo? Iniziare una recensione con questa domanda succede spesso, e non per colpa del recensore, ma per la quantità di artisti che fanno musica assieme, negli ultimi anni. Adesso tocca ai Fistful Of Mercy, che sostanzialmente sono una versione moderna di Crosby, Stills & Nash. Si tratta di un trio, formato da Dhani Harrison, Ben Harper e Joseph Arthur. Tre artisti con tre storie diverse, forse meno popolari di quanto lo erano i singoli CSN al tempo: Dhani è il figlio di George Harrison, cui assomiglia in maniera impressionante sia fisicamente che vocalmente. Joseph Arthur è un grande cantautore misconosciuto, che venne scoperto da Peter Gabriel, che gli fece incidere i primi dischi per la Real World. Poi si è un po’ perso per strada, pubblicando molto materiale, ottenendo un po’ di visibilità quando i R.E.M. se lo portarono in tour nel 2005, e quando Stipe e i Coldplay duettarono sulla sua “In the sun”. E Ben Harper, beh, è Ben Harper: l’unico che non ha bisogno di presentazioni, almeno da noi.
Il trio assomiglia a CSN anche musicalmente: musica acustica, fatta di armonie vocali e di voci individuali che si amalgamano, e solo a tratti sono riconoscibili. In alcuni momenti capita, quando la voce di Dhani è ben riconoscibile sulla strofa iniziale di “Father’s son”, ed è impossibile non pensare al padre, in tutti i sensi, musicali e non. Forse in generale il più sacrificato dei tre è proprio Ben Harper, almeno in termini vocali – la sua slide invece salta fuori in diversi momenti; Arthur, che pure ha una gran bella voce, invece è quello che risalta di più nell’impasto vocale.
“As I call you down” non è un capolavoro o un disco rivoluzionario, è chiaro. Ma non è un divertissment, e lo si capisce anche dal fatto che i tre andranno in tour a dicembre – con passaggio dall’Italia incluso. E’ semplicemente un buon disco di rock acustico, che funziona benissimo soprattutto sulle canzoni-canzoni, come l’eponima “Fistful of mercy” o “Restore me”.

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