«ADMIRAL FELL PROMISES - Sun Kil Moon» la recensione di Rockol

Sun Kil Moon - ADMIRAL FELL PROMISES - la recensione

Recensione del 17 ago 2010 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Mark Kozelek è un genio o un pazzo, a seconda dei punti di vista. Comunque un personaggio unico nel panorama musicale, e questo nuovo lavoro sotto la sigla Sun Kil Moon ne è l’ennesima prova. Negli ultimi anni ha pubblicato indistintamente come solista che con questa “band”. E proprio i Sun Kil Moon gli hanno permesso di recuperare un po’ di quella visibilità che aveva ai tempi dei Red House Painters negli anni ’90, quando ogni cosa che usciva per la 4AD era salutata come un mezzo capolavoro, compresi - meritamente - i suoi album.
“Admiral fell promises” è il quarto disco dei Sun Kil Moon, ma è difatto un disco in solitudine. Nei dischi precedenti, Kozelek aveva recuperato quel suono elettrico e un po’ marziale che ricordava un Neil Young in versione eterea, tipico dei RHP. Oggi spiazza nuovamente il suo pubblico (“di culto”, si dovrebbe dire in questi casi) con un disco totalmente acustico, per voce e chitarra. Niente batteria o altri strumenti.
Spiazza ma solo in parte, perché una delle anime di questo personaggio è proprio quella notturna e minimale, che permette di mettere in risalto la sua voce, incisa con un po’ di eco per sembrare ancora più eterea. “Admiral fell promises” è sostanzialmente un disco cantautorale, ma di un cantautorato diverso da ogni cosa che si può trovare in giro, e questo è il suo bello: Kozelek gioca con le melodie, sia quelle vocali, sia quelle della chitarra, costruendo canzoni contemporaneamente lineari e un po’ sghembe, ma comunque uniche.
Per chi non conosce il personaggio, questo “Admiral fell promises” sarà comunque una sorpresa. Soprattutto se lo comprate sul sito dellaCaldoVerde, l’etichetta di Kozelek: vi arriva in versione limitata, con un secondo CD dove ci sono un po’ di cover, tra cui una dei Jacksons. Si, proprio i Jacksons: perché Kozelek non è il classico indie-snob, ma è uno che si diverte a fare cover di artisti lontani da lui. Per chi non conosce il personaggio, il consiglio è comunque di andare a riscorprirsi anche le cose elettriche incise nei dischi precedenti, che sono ancora più affascinanti. Per gli altri, l’ennesima conferma di un personaggio davvero unico.

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