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How To Destroy Angels - HOW TO DESTROY ANGELS - la recensione

Recensione del 01 giu 2010 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Chi ha mai creduto che Trent Reznor se ne sarebbe stato con le mani in mano? Da quando ha portato a termine l’avventura dei Nine Inch Nails non è passato nemmeno un anno, ed eccoci qua a parlare della sua nova creatura, gli How To Destroy Angels : il progetto con la moglue Mariqueen Maandig, a cui partecipano anche dei collaboratori storici dei NIN come Alan Moulder. Questa è la prima pubblicazione, un EP, uscito addirittura in anticipo sui tempi previsti, pubblicato con l’ormai consueta logica del “freemium”;: gratuito il download "normale", a pagamento (2 dollari) il download definito "Hi-def", più una versione fisica che uscirà a luglio, seguita da un album vero e proprio nel 2011.
Tutto cambia per non cambiare: perché i NIN sono sempre stati soltanto Reznor, e gli How To Destroy Angels sono di fatto i NIN sotto mentite spoglie, con una voce femminile. E i NIN migliori, peraltro: in queste canzoni c’è il campionario migliore di suoni disturbanti e post-industriali che Reznor ha reso famosi, armonizzati come solo lui sa fare. Chi ha l’iPad, corra a comprarsi la versione digitale della rivista Wired (versione americana): c’è un articolo sul metodo d’incisione di Reznor, con esempi dei vari suoni, e di come vengono stratificati fino a diventare una canzone.
Pure la voce femminile funziona, e non fa sentire la mancanza della voce di Reznor, che rimane in secondo piano ai cori. Non c’è una canzone che spicca particolarmente qua dentro, ma non perché non siano belle. Solo perché il livello è davvero alto, per certi versi persino di più di alcune ultime cose dei NIN. Quindi, bentornato Mr Reznor, non hai neanche fatto in tempo a farci sentire la tua mancanza....

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