«LA RUOTA - Enrico Ruggeri» la recensione di Rockol

Enrico Ruggeri - LA RUOTA - la recensione

Recensione del 04 mar 2010

La recensione

Lo sa anche lui: a furia di fare il presentatore, lo scrittore, condurre programmi su alieni e misteri, va a finire che chi non lo conosce bene, possa confondere il suo vero mestiere con le sue ultime passioni. Enrico Ruggeri, prima di essere ormai un volto noto televisivo, un interista sfegatato e possedere una voce che si presta ad imitazioni di ogni genere, è un cantautore, è un musicista, è un cantante a trecentosessanta gradi. Nel suo nuovo album "La ruota", la vena artistica del Nostro, viene espressa al meglio, con passaggi melodici e strumentali da vecchio rocker punkeggiante quale è. I primi brani tra i quali la sanremese "La notte della fate", "Vivi" e "L'attore", sono senz'altro una tripletta d'autore, niente di stravolgente o che non ci si possa aspettare da Ruggeri, ma dopo ventinove album, questi brani sono la conferma che se si è del mestiere, si può far bene sempre. "Io conosco il rock'n roll" è come fosse il secondo capitolo di "Punk (prima di te)", più consapevole e meno "spocchioso", con i cori nel ritornello tipici del Ruggeri di "Poco più di niente" e schitarrate sul finale, caratteristiche presenti anche nella ben riuscita "L'ordine naturale delle cose".
Ci sono poi ballad come l'intima "Padri e figli", una carrellata di ricordi ed emozioni dedicate all'essere genitori e al tempo che passa, o come l'intensa "Il mio onore". Malinconica, "Old girlfriends" racconta di vecchi amori, lanciando loro uno sguardo romantico e delicato, accompagnato da un tappeto d'archi e una melodia morbida, mentre "Vorrei", brano intenso sul passaggio a miglior vita, fa pensare all'esperimento già realizzato e ben riuscito de "Viola d'inverno" di Roberto Vecchioni, ma dopo alcuni ascolti ritorna ad essere la canzone perfetta per chiudere il cerchio e per far terminare un album così eterogeneo e ricco di suoni.
Non ci si dimentica il passato e non ci vuole molto a ricordare il bagaglio musicale che ha posseduto e possiede a tutt'oggi Ruggeri: in questo disco sembra avergli dato una bella rispolverata, e quando uno è capace di comporre e cantare canzoni, può anche permettersi allora di fare il presentatore, di scrivere libri e di essere interista.

(Daniela Calvi)

Tracklist:
"La ruota"
"La notte delle fate"
"Vivi"
"L'attore"
"Il mio onore"
"La ragazza del treno"
"Io conosco in rock'n'roll"
"Padri e figli"
"La mia religione"
"L'ordine naturale"
"Old girlfriends"
"Vorrei"
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