«GOLDEN '70 - Franco Micalizzi» la recensione di Rockol

Franco Micalizzi - GOLDEN '70 - la recensione

Recensione del 21 gen 2010

La recensione

In un momento storico in cui ci furoreggiano progetti musicali ispirati alle grandi colonne sonore degli anni ’70, in primis quelle relative ai film del cosiddetto genere “poliziottesco” (band come i Calibro 35 , tanto per fare un esempio), può essere piacevole, istruttivo e meritorio ascoltare un album come questo, una raccolta di temi provenienti dai film degli anni ’70, riarrangiati e rieseguiti con ospiti famosi, il tutto a firma Franco Micalizzi , che di quegli anni è stato uno degli autori principali. C’era infatti lui dietro le musiche western dei film di Terence “Trinità” Hill (“Lo chiamavano Trinità”) e di suoi emuli (“Sei Jellato amico, hai incontrato Sacramento”), così come dietro le avventure più esotiche e briose del duo composto da Bud Spencer & Terence Hill (“Nati con la camicia”); lui dietro le musiche di alcuni tra i film più celebrati di quegli anni (memorabile il tragico “L’ultima neve di primavera”, forse uno dei film più tristi della storia del cinema, sorretto da una tema sonoro incredibilmente emozionante; ma anche il misconosciuto “Il piatto piange”, o “Alla mia cara mamma…”, “I due volti della paura”, “Bianchi cavalli d’agosto”); e ancora lui dietro la sigla della serie tv “Lupin”, o dietro il film “romanesco” “Storia de’ fratelli e de’ cortelli”. Insomma, Franco Micalizzi è una star di quelli che oggi vengono definiti B-movies, sebbene i temi delle sue colonne sonore siano decisamente poco di serie B. Anzi, la verità è che ascoltando questo cd potreste rimanere sorpresi anzitutto dalla sua versatilità musicale, e da un tratto melodico sempre felice, in grado di rendere qualsiasi tema musicale da lui composto immediatamente orecchiabile. C’è molta musica da scoprire in un disco come “Golden ‘70s”, a partire da quelle atmosfere a tratti soffocanti e dolciastre tipiche da film “brillante” italiano, che hanno influenzato una certa morbosità sonora di band come i Baustelle , soprattutto nei primi due album (ascoltate l’incipit de “Il cielo negli occhi”). Ma poi c’è il sentimento westernato dei vari “Trinità”, la brillantezza di alcuni temi da intrattenimento, e scoprirete un grande autore. Tra le tracce dell’album fanno capolino anche alcuni ospiti, come Orietta Berti , che presta la sua voce per “Lupin”, o il grande jazzista Bruno De Filippi , recentemente scomparso, qui coinvolto nelle vesti di armonicista a bocca; e ancora il trombettista Fabrizio Bosso ( a lui viene affidato il compito di declamare il tema di “L’ultima neve di primavera”), Gilda Buttà e Luca Pincini (alle prese con il brano “Incantesimo”) e un inossidabile Edoardo Vianello Edoardo Vianello (sì, quello de “I Watussi” e “Abbronzatissima”) che canta da romano verace “Roma parlaje tu”, un brano assai trovajoliano nell’andamento e nella costruzione. Insomma, non vi fidate della copertina, decisamente cheap (come da genere) ed esplorate questo disco. Non ve ne pentirete, e quel che c’è di ancora meglio, è che Micalizzi porterà questo lavoro in giro con una serie di concerti. Motivo in più per non perderli.

TRACKLIST

01. L’ultima neve di primavera
02. Lupin
03. Il piatto piange
04. Agostina
05. Caribbean women
06. Roma parlaje tu
07. Trinity suite
09. Passioni
11. Il cielo negli occhi
12. Una stagione breve
13. Alla mia cara mamma…
14. Incantesimo
15. Family’s theme
16. Giovannino
17. Bianchi cavalli d’agosto
18. Sacramento
19. Laure
20. Il lato romantico
21. Amusement
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