«GATTINI - Elio e le Storie Tese» la recensione di Rockol

Elio e le Storie Tese - GATTINI - la recensione

Recensione del 07 nov 2009 a cura di Daniela Calvi

La recensione

Si può ridere allo stesso modo, con la stessa intensità e con lo stesso divertimento per una stessa parola volgare messa in un contesto demenziale, per anni ed anni?
Sì, si può eccome, specie se a divertirsi è gente che si prende poco sul serio e se, dall’altra parte, a suonare e cantare sono Elio e Le Storie Tese.
Perché è vero che il genere demenziale negli ultimi anni ha un po’ stancato, è diventato fuori moda, ma a risentire, dopo qualche tempo di astinenza, brani come “Essere donna oggi”, “Uomini col borsello” o “Cassonetto differenziato”, ci si rende conto che i giochi di parole senza quella vena geniale che contraddistingue Elio e soci, sono impossibili da far vivere e sopravvivere per vent’anni.
Loro invece ci sono riusciti, e per festeggiare hanno pubblicato “Gattini”, che ripercorre i vent’anni di carriera in ordine cronologico e che vede i loro brani riarrangiati e suonati con la Filarmonica Arturo Toscanini con i soliti, affezionati ospiti, tra i quali Mangoni, Paola Folli, Riccardo Fogli, Enrico Ruggeri, Nicola Savino, Vittorio Cosma e Oliver Skardy.
E allora si comincia da “John Holmes”, con i suoi controtempi e i violini più insistenti che mai, e “Cassonetto differenziato”, che mantiene il suo stile rock’n roll anni Cinquanta supportato dai fiati. Si prosegue con uno dei brani che si presta maggiormente all’arrangiamento orchestrale, “Nella vecchia azienda agricola”, per poi farsi investire dalla splendida e gloriosa introduzione di “Uomini col borsello”. “Essere donna oggi” e “La follia della donna” diventano delle vere e proprie operette, si aprono e seguono l’orchestra facendosi supportare da fiati e archi. Trionfali sono “Il vitello dai piedi di balsa” e il “Il vitello dai piedi di balsa (reprise)”, mentre bella e convincente è anche la versione di “La terra dei cachi”, che già nel ’96 aveva avuto alle spalle l’Orchestra della Rai al Festival di Sanremo.
“Storia di un bell’imbusto” è l’unico brano inedito del disco ed è costruito intorno ad un valzer dedicato ai giovani di oggi molto pieni di sé; del brano è stato anche realizzato un videoclip presente nel dvd contenuto all’interno di “Gattini”, dove sono presenti anche il making of del video e delle riprese del disco, con i vari ospiti e le loro sedute di registrazione.
Perché il bello di queste canzoni, venti, quindici, dieci, cinque anni dopo, è che sono state del tutto rifatte, interventi compresi, con qualche cambiamento qua e là. E’ così che Elio e le Storie Tese sono ancora divertenti ed esplosivi, è così che continuano ad incuriosire e, perché no, a sorprendere per quanto il loro genere possa permetterlo.

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