«STRICT JOY - Swell Season» la recensione di Rockol

Swell Season - STRICT JOY - la recensione

Recensione del 29 ott 2009 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Non abbiamo mai nascosto, da queste parti, la passione per i Frames, per tutto quello che gira attorno a Glen Hansard. Così, vedere “Once” - il film interpretato dal cantante assieme a Marketa Irglova - un Oscar per la migliore canzone originale è stata una bella soddisfazione: ogni tanto, a chi fa buona musica e lavora duro, prima o poi i meriti vengono riconosciuti.
Ora il duo si fa chiamare direttamente “Swell Season”, come il disco del 2006 che ha dato vita a tutto, e che era soprattutto un progetto solista di Hansard. I due si sono presi e mollati anche nella vita privata ma rimangono amici, dicono le cronache. Tutto questo può suonare un po’ zuccheroso, quasi melenso – la bella storia di riscatto, i due protagonisti che si innamorano anche nella vita reale, le canzoncine acustiche -, come mi ha fatto notare un amico americano qualche tempo fa.
Ma “Strict joy” – il secondo album del duo, inciso nei ritagli di tempo di un neverending tour iniziato con il successo del film - spazza via il campo da ogni dubbio: di canzoncine qua non ce ne sono, solo qualche brano più minimale e un po’ fragile – soprattutto i due cantati dalla Irglova, come “Fantasy man” e “I have loved you wrong”. Invece è un disco solido, di folk rock a tratti vanmorrisoniano, come nel primo singolo “Low rising”, che a lunghi tratti ricorda proprio i Frames ma senza chitarre elettriche: “This rain”, “The verb” e “High horses” hanno un incidere intenso, decisamente irlandese, con quella scrittura forte che è tipica di Hansard. Infatti buona parte dei membri dei Frames hanno partecipato alle incisioni dell’album.
Bisognerà vedere se l’effetto traino del film continuerà – almeno in America, visto che qui in Italia di promozione sia sulla pellicola che sulla colonna sonora non se n’è vista nessuna – e quindi se Swell Season è una band reale destinata a durare, o un progetto che – come dice Hansard – prima o poi si esaurirà naturalmente. Sta di fatto che “Strict joy” non è una sorpresa, ma la degna conferma di una dei migliori talenti del rock contemporaneo.

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