«I AND LOVE AND YOU - Avett Brothers» la recensione di Rockol

Avett Brothers - I AND LOVE AND YOU - la recensione

Recensione del 08 ott 2009 a cura di Giampiero Di Carlo

La recensione

“I and love and you” è la storia di un’accelerazione improvvisa. Un giovane gruppo, ma con già quasi una decina tra dischi e EP alle spalle, viene notato da Rick Rubin alla fine del 2007, grazie all’album “Emotionalism” che li rivela finalmente fuori dalla natia North Carolina. Il leggendario produttore, innamoratosi di un terzetto che suona armonie country, pezzi bluegrass e scrive testi sulla propria vita quotidiana, li ingaggia, li produce e li consacra ancora prima che l’album esca.
Gli Avett Brothers (i fratelli Scott e Seth, affiancati da Bob Crawford) suonano banjo, chitarra e contrabbasso. Provenienti dal rock (la prima band dei fratelli si chiamava Nemo), non estranei al fascino del punk americano dei Ramones, ma intrisi di ‘americana’ fino al midollo, sono là per fare coriandoli delle etichette e dei generi. Potremmo dire che la loro formula di ‘Southern rock’ è molto aperta, o che quella miscela di country-folk e bluegrass è piuttosto flessibile. Di fatto siamo di fronte a una formazione senza fronzoli che non ha difficoltà a spaziare tra melodie orecchiabili sferzate di energia pura e cupa introspezione. Nel primo caso, il riferimento è a un pezzo come “Kick drum heart”, che sembra perfetto per la programmazione radiofonica che è il tassello che ancora manca alla carriera della band; nel secondo, a ballate come "January wedding" e "Laundry room", nelle quali il suono – pur ‘semplificato’ – non è stato del tutto ripulito da Rubin e conserva il ‘twang’ che il banjo sa enfatizzare. A proposito della mano del vecchio Rick, deve essersi posata pesantemente su un altro brano notevole, “Slight figure of speech”, in cui la batteria guadagna prominenza e l’amplificazione è degna delle sue classiche produzioni.
I testi, come per la musica, spaziano; se la title track parte da una considerazione melensa e romantica ("Three words that became hard to say: I and love and you"…), in "Ten thousand words" il tema è ben più spesso (il brano descrive, in sintesi, la ‘paralisi da eccessiva introspezione’); d’altra parte, questo è ciò che accade quando le tue canzoni parlano della tua vita.
Intensi ed energici, molto ‘soul’ nelle loro interpretazioni, esperti ma indie quanto basta per piacere, gli Avett Brothers prendono la tradizione folk americana dal suo lato punk. I ragazzi promettono molto e si segnalano come uno dei nomi della scena rock del 2009. Sarebbe perfetto vederli anche dal vivo.

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