«PORTRAITS OF BOB DYLAN - Steve Howe» la recensione di Rockol

Steve Howe - PORTRAITS OF BOB DYLAN - la recensione

Recensione del 25 apr 1999

La recensione

"Sono stato un fan di Bob Dylan sin da quando ho ascoltato "The freewheelin' Bob Dylan", tanti anni fa. Le sue canzoni mettono l'uomo, l'emozione, davanti a tutto. E' per questo che ho sempre amato il suo modo di scrivere. Quest'album non riguarda molto il mio essere un chitarrista e lavorare alle canzoni con l'approccio di un virtuoso. Negli arrangiamenti ho voluto piuttosto creare degli stati d'animo che si sposassero bene con queste canzoni. Andando a riconnettermi con quel livello emozionale che per me è sempre stato proprio di Bob Dylan". L'introduzione firmata Steve Howe la dice lunga sull'approccio con cui è stato registrato questo ritratto di Dylan, o meglio questa serie di ritratti rappresentata dalle sue canzoni rilette dal chitarrista degli Yes, qui accompagnato da un numeroso organico: con lui, oltre a vecchi soci come Jon Anderson e Geoff Downes, entrambi al suo fianco nelle varie incarnazioni del gruppo progressive, salutiamo anche vocalist prestigiosi come P.P. Arnold, Dean Dyson, Annie Haslam, Keith West, Phoebe Snow, Allan Clarke e Max Bacon. Il tutto per interpretare una serie di canzoni che sono le più care a Howe piuttosto che le più famose: a brani celebri come "Just like a woman", "Lay lady lay", "Sad eyed lady of the lowlands", "Don't think twice it's all right" se ne affiancano altri che, seppur celebri, non godono dello stesso livello di popolarità, come "Going, going, gone", "One two many morning" e "I don't believe you". Un album corale, quindi, percorso dalla voglia di Howe di divertirsi ed emozionarsi esplorando un repertorio per molti versi insuperato di folk songs, e che a tratti ci regala alcuni momenti veramente riusciti: l'iniziale "Sad eyed lady…", ad esempio, è una splendida cover, così come lo stesso può dirsi di "It's all over now baby blue" e "The lonesome death of Hattie Carroll". Intendiamoci, niente che faccia perdere il sonno la notte, ma soltanto un omaggio spassionato di un grande chitarrista ad una leggenda vivente e alle sue canzoni. Il mondo barocco e altisonante degli Yes, una volta tanto, può aspettare.

TRACKLIST

01. Sad eyed lady of the lowlands
04. Going, going, gone
06. Well, well, well
07. The lonesome death of Hattie Carroll
11. Don't think twice it's all right
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