«LE CITTA' VISTE DAL BASSO - Perturbazione» la recensione di Rockol

Perturbazione - LE CITTA' VISTE DAL BASSO - la recensione

Recensione del 16 giu 2009

La recensione


di Daniela Calvi

La prima volta che ho sentito “Firenze” di Ivan Graziani cantata da Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione, sono rimasta immobile. Non ci potevo credere. Non mi piaceva. Non so se ero incredula per il fatto che non mi piaceva in sé o per il fatto che era strano, stranissimo, che non mi stava piacendo una qualunque cosa marchiata Perturbazione.
Infatti, l’ho lasciata lì. Ho lasciato lì a riposare “Firenze” insieme a tutte le altre città cantate nei teatri d’Italia da una serie di cantanti e musicisti che fanno parte del progetto “Le città viste dal basso”, un’idea dei Perturbazione, nata ormai quattro anni fa, per cui vengono rivisitate alcune delle più belle canzoni italiane dedicate alle città del nostro Bel Paese.
Così, quando ho preso a risentire i brani dal vivo raccolti in questa unica edizione stampata su vinile, che di canzoni ne raccoglie solamente dieci, mi sono ritrovata entusiasta dell’interpretazione di tutti gli artisti coinvolti, specie i Perturbazione che hanno suonato dal vivo tutti i brani riarrangiandoli.
Perché è vero che all’inizio può sembrare strano immaginarsi Max Pezzali che canta “Una città per cantare” di Lucio Dalla, ma credete che tutto è possibile, e dopo la prima frase che incuriosisce, il resto della canzone cattura e non molla. Come Syria in “Città vuota”, bravissima, come se fosse stata scritta per lei, come se la cantasse da sempre. Tommaso in “Firenze”, finalmente, porta a commuoversi, sprigiona il rispetto con cui la canta, la malinconia con cui ci si avvicina a una canzone così, la tristezza di un testo che non lascia scampo e la voce spezzata di chi ancora si emoziona. Intenso e drammatico Mauro Ermanno Giovanardi in “Rimini” di Fabrizio De André, “a casa sua” e più coinvolta invece, l’interpretazione di Francesco Bianconi di “Sobborghi” di Piero Ciampi. C’è poi chi canta le sue: esilarante Remo Remotti in “Me ne vado da Roma”, ironico Manuel Agnelli in “L’inutilità della puntualità”, divertito e divertente Cristiano Godano in “Trasudamerica”, intenso Le Luci della Centrale Elettrica in “Piromani”.
“Le città viste dal basso” è un po’ tutto questo: parla a tutti, coinvolge chiunque. Basta solo avvicinarsi con il giusto spirito, studiandosi un po’ chi sono i Perturbazione. Capirete così perché questa idea è venuta a loro, perché l’hanno proposta solo in appuntamenti dal vivo dal 2005 ad oggi, perché hanno coinvolto certi artisti e perché riescono sempre a fare qualcosa di buono senza strillarlo troppo in giro.

Tracklist:

“Vedute dallo spazio” – Emidio Clementi (Massimo Volume)
“Firenze” – Perturbazione
“Rimini” – Mauro Ermanno Giovanardi
“Una città per cantare” – Max Pezzali
“Città vuota” – Syria
“Trasudamerica” – Cristiano Godano (Marlene Kuntz)
“L’inutilità della puntualità” – Manuel Agnelli (Afterhours)
“Piromani” – Le luci della centrale elettrica
“Sobborghi” – Franesco Bianconi (Baustelle)
“Me ne vado da Roma” – Remo Remotti
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