Renato Zero - PRESENTE - la recensione

Recensione del 23 mar 2009

Tre anni e qualche mese dopo aver pubblicato “Il dono” Renato Zero, il vate dell’Urbe, torna nei negozi con “Presente”, un titolo chiaro e forte, senza possibilità di fraintendimento alcuno, che definisce e delinea il suo buono stato di salute.

Presente e combattivo se si pensa che questo album è stato interamente prodotto, promosso e distribuito dall’entourage del cantautore, slegato dalla mediazione di una qualsiasi major, come sintetizzato al meglio dallo stesso Renato: “direttamente dal produttore al consumatore”. Presente e combattivo se si pensa che il cd è composto, senza risparmio di fatica e creatività con la usuale generosità, da ben diciassette canzoni per un totale di circa settantaquattro minuti. Presente e combattivo se si pensa che ne “L’incontro” senza perdersi in inutili giri di parole, rivolgendosi a se stesso e alle nuove generazioni, canta “...che voglia di tornare in piazza, rifargli un culo così...” (non si capisce bene a chi, ma Renato lo si ama a prescindere). Presente e combattivo perchè l’artista è forte di un equilibrio ritrovato come recita la strofa d’apertura di “Ancora qui”, il brano scelto come primo singolo e copertina di questo nuovo lavoro, “Non è mai facile un ritorno non è impresa da niente, ma finalmente arriva il giorno che tu fai pace con te”.
“Presente” si apre con lo sguardo al passato di “Professore” dove, nonostante un velo di malinconia per ciò che non c’è più, viene sottolineato in rosso il concetto che la vera scuola è la vita e si chiude con la favola “Dormono tutti” scritta da Nicola Brunialti che ricorda da vicino e omaggia le indimenticabili interpretazioni del Quartetto Cetra delle fiabe di Gianni Rodari .

Tra la traccia numero uno e la numero diciassette (nel libretto contrassegnate dalle lettere, quindi dalla traccia a alla traccia esse) è compreso tutto l’universo del Renato 2009. Un universo che contempla l’amore per la vita, per i giovani, per la gente, per il suo passato, per la musica. Canzoni che rimandano ai settanta ruggenti come “Spera o spara”, firmata da Mariella Nava, o che duettano con convinzione ed eleganza con il vocione di Mario Biondi in “Non smetterei più”. Canzoni impreziosite dagli archi orchestrati da Renato Serio - “Questi amori””Quando parlerò di te””Giù le mani dalla musica””Il sole che non vedi” - oppure dall’ironia e dai delicati fiati di Fabrizio Bosso e Stefano di Battista ne “L’ormonauta”. Canzoni che confermano una volta di più, come ce ne fosse bisogno!, che Renato Zero è un caso più unico che raro nell’orticello della musica italiana. Una ottima prova che non deluderà chi lo ama, queste righe si chiudono come, oltre tre anni fa, Rockol chiuse la recensione de “Il dono”, con una sola parola: rispetto. Massimo rispetto.


(Paolo Panzeri)

Tracklist

01. Professore
02. Ancora qui
03. L’incontro
04. Questi amori
05. Muoviti
06. Non smetterei più
07. Un’altra gioventù
08. Quando parlerò di te
09. Ambulante
10. Almeno una parola
11. L’ormonauta
12. Da adesso
13. Giù le mani dalla musica
14. Spera o spara
15. Vivi tu
16. Il sole che non vedi
17. Dormono tutti

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