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Artisti Vari - FACTORY RECORDS: COMMUNICATIONS 1978-92 - la recensione

Recensione del 03 feb 2009

La recensione

La stampa inglese è sempre stata brava a trovare etichette per nuovi generi, spesso anche quando non era necessario. “Madchester” era il suono di Manchester tra anni '80 e primi '90. E Madchester era essenzialmente la Factory Records e l'Hacienda, storica discoteca.
La Factory Records ha compiuto 30 anni più o meno un anno fa, ad inizio 2008, anche se di fatto ormai non esiste più da tempo. Il suo catalogo è gestito dalla Warner, che tramite la benemerita Rhino pubblica questo bellissimo box di 4 CD.
Ci è già capitato di dire da queste parti che l'unica risposta alla pirateria digitale sta nel valore aggiunto che l'oggetto fisico può offrire, e questo box ne è la dimostrazione, come molta produzione Rhino: una bella confezione, un bellissimo libretto con un saggio di Paul Morley (quello di “Metapop”) e le note canzone per canzone del curatore della raccolta Jon Savage: insomma due delle più prestigiose firme della stampa inglese.
La via scelta da Savage è quella strettamente cronologica, dal 1978 al 1992, con tutti i singoli più famosi e diverse chicche. Ascoltando i 4 CD in fila ci si fa un'idea di quella che fu l'evoluzione del suono in quella città con qualunque etichetta lo si voglia chiamare: dal punk dei Joy Division ai primi flirt con l'elettronica dei New Order, dalle sperimentazioni di A Certan Ratio, alla dance raffinata. A farla da padrone sono ovviamente i New Order e le loro derivazioni (The Other Two, Revenge, Electronic), o gruppi come gli Happy Mondays, che sono da sempre identificati con “Madchester”, Ma è possibile anche riscoprire le origini di gruppi poi andati altrove, come gli Orchestral Manouvres In The Dark o i James.
Ma il lavoro dell'etichetta di Tony Wilson – scomparso quasi due anni fa e del suo produttore di fiducia Martin Hannet (deceduto nel 1991) non si è limitato al creare una scena, quella che ha recentemente raccontato il film “24 hour party people”. La Factory è stata quella che oggi si definirebbe un “brand”, creato attraverso la grafica di Peter Saville – autore delle bellissime copertine – una garanzia di qualità riconoscibile visivamente e sonoramente.
Insomma: una gran bella storia musicale, che questo box racconta egregiamente e con dovizia di particolari.

(Gianni Sibilla)

La
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