«GAETANA - Giusy Ferreri» la recensione di Rockol

Giusy Ferreri - GAETANA - la recensione

Recensione del 08 dic 2008 a cura di Daniela Calvi

La recensione

Lo si può dire senza dover storcere il naso, senza preamboli o senza giustificazioni: la canzone che apre “Gaetana”, il disco di Giusy Ferreri, la canzone che ci invita ad entrare nel suo mondo costruito – forse un po’ a tavolino? -, la canzone che dovrebbe servire ad invogliare l’ascoltatore a proseguire con i brani, è veramente una gran canzone.
Si intitola “L’amore e basta!”, con un bel punto esclamativo alla fine, come lo è un tutto il tono della canzone: esclamativa! Bello il testo e travolgente, anche se per poche parole, l’intervento di Tiziano Ferro. Una canzone sentita, sembrerebbe, che colpisce.
E quindi sì, ci siamo convinti ad ascoltarlo questo disco, a farci portare per mano attraverso “Novembre”, radiofonica quanto basta e con ingredienti perfetti (ritmo, arrangiamenti, cadenza) per mettere in risalto le capacità della Nostra, e “Stai fermo lì”, episodio melodico, interpretato più che cantato, ma meno convincente dei precedenti.
E allora passiamo ai successivi: lasciata in parte “Non ti scordar mai di me” che quasi non si riesce più a sentire per via della tempesta mediatica che ha – seppur meritato – subìto, si passa ad “Aria di vita”, inizialmente quasi lugubre, molto soul, ma anche questa sembra non centrare il bersaglio (sarà che sentire cantare dalla dolce Giusy “mondo di merda” non sta bene, non le riesce proprio…); “Passione positiva” riporta l’attenzione nuovamente viva. Non che sia un brano originalissimo, ma in questa veste hip hop, con contro cori e un’aria più sbarazzina e di sfida, Giusy si porta a casa un bel punto.
Su un tappeto rockeggiante parte “La scala (The ladder)”, che su una buona idea di sonorità e melodia sembra essere meno nelle corde di Giusy, come se all’inizio facesse fatica a calarsi nella parte, ma rimane comunque un episodio felice nel disco (sarà perché gliel’ha scritto Linda Perry delle 4 Non Blondes?). Con “Pensieri” si arriva al primo brano che porta la firma di Giusy, sua la musica sue le parole: “e chi è felice è pazzo”, canta così, e non è niente di sconvolgente e nemmeno niente di cattivo, ma è un pezzo che c’è.
E’ che arrivati a metà album si ha la percezione di due cose: primo che i brani non ritmati, non scanditi da quel soul che ha trovato casa nel corpo della Ferreri, sembrino un po’ tutti uguali, secondo che la voce di Giusy, così particolare, così graffiante, possa alla lunga dare noia.
“In assenza” (secondo brano di Giusy) ci distoglie però in breve tempo da queste considerazioni e ci fa assaporare una canzone immediata, malinconica, che trova la vera forza in buon ritornello che ne salva le sorti e ci spinge fino a “Il sapore di un altro”, introdotto da una chitarrina acustica che vede la firma dell’accoppiata Sergio Cammarriere - Tiziano Ferro. Ritorna lo zampino di Linda Perry con la seconda canzone scritta da lei, “Cuore assente (The la la song)”, che come preannunciato dal titolo in inglese si compone di una melodia molto pop – nonostante la voce di Giusy rimanga nostalgica e poco frizzante – e di un ritornello dal “la la la” fin già troppo sentito.
“Piove” è picchiettata al pianoforte, quasi come per simulare l’acqua che cade dal cielo, e bisogna ammettere che in questo brano la Nostra se la cava proprio bene: con un testo invitante, semplice ma popolare e con un ritornello davvero piacevole, “Piove” dà una scossa all’andatura un po’ stanca dell’album. Si finisce il giro di visite con “Party”, dance e incalzante, con giochi di parole maliziosetti (“Da una cura il disco parti”) ma che lascia il tempo che trova.
Finito il giro, non si ha forse voglia di farne subito un altro. Il disco lo si lascia lì un po’, quasi a decantare, quasi a prendere fiato, aria. E’ un album corposo che ha degli alti e bassi, molto pop e a tratti forse un po’ troppo malinconico, meno effervescente di quello che ci si poteva aspettare.
Detto ciò Giusy è una brava interprete, si sa muovere nelle sue canzoni e in quelle scritte da altri. Prima prova quasi superata quindi, l’aspettiamo curiosi per sentire la seconda.

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