«L.A.X. - Game» la recensione di Rockol

Game - L.A.X. - la recensione

Recensione del 06 nov 2008 a cura di Sofia Santori

La recensione

"Padre, noi ti ringraziamo per averci svegliati anche oggi. Ti ringraziamo per aver vegliato su di noi questa notte e per aver protetto i nostri cari": comincia così, con una preghiera recitata dall'amico DMX, il nuovo album di The Game, intitolato "LAX".
Rivolgendosi al cielo, Dark Man X (questo è il nome d'arte per esteso) chiede che gli ostacoli e le invidie scompaiano dal loro percorso, e che il cammino sia liberato dall'influenza del diavolo.
A pensarci bene The Game potrebbe avere davvero bisogno di un po' di "assistenza divina", visto che una delle sue specialità sembra essere quella di prendersela con chiunque: negli ultimi anni ha attaccato non solo artisti minori, ma anche grandi nomi come Jay-Z, Ja Rule, Xzibit e soprattutto 50 Cent e la G-Unit.
Se capire quali siano le cause di ogni singolo "dissing" è impossibile, possiamo riassumere brevemente i fatti del caso più eclatante: nel 2005 lo sconosciuto (o quasi) The Game pubblicò l'album "The documentary", prodotto da Dr Dre e 50 Cent. I risultati furono strabilianti: 5 milioni di copie vendute, nomination ai Grammy e fama a profusione.
L'anno dopo però, The Game comunicò durante un'intervista che il suo secondo album ("Doctor's advocate") sarebbe stato realizzato senza il contributo di Dr Dre e dei suoi amici: alcuni brani già pronti realizzati dalla G-Unit per il disco vennero cestinati, e il motivo di tale rottura resta ancora un mistero, nonostante siano state avanzate delle ipotesi.
The Game, al secolo Jayceon Terrell Taylor, prese in mano la sua carriera e decise di produrre il nuovo lavoro da sé e farlo pubblicare dalla Geffen Records. La stessa formula è stata applicata per il nuovo "LAX": il rapper ha scelto e invitato personalmente a collaborare con lui alcuni artisti del momento, realizzando un disco in grado di rappresentarlo al 100%.
Gli argomenti affrontati in "LAX" sono principalmente legati a gioie e dolori della vita del rapper e alla sua città natale (laddove ebbe origine il suo genere, il gangsta rap). Ne è un esempio il lento "LAX files", prodotto da Jonathan J.R. Rotem, in cui The Game canta: "Cresciuto nella città degli angeli/ dove sicurezza e pericolo si scambiano le strade/ quindi straniero muoviti cauto". Le produzioni sono degne di nota, e ciò non capita a caso; gli artisti che hanno dato un volto musicale al disco sono tutti di alto livello: Kanye West si è occupato della calda "Angel", arricchita dal contributo di Common. I due produttori di Miami Cool & Dre si sono occupati di "My life" (brano in cui Lil'Wayne non ci risparmia, ancora una volta, il suo caratteristico abuso dell'effetto "auto tune") e di "Money", realizzata con un campione di "She works hard for her money" di Donna Summer.
L'ormai squattrinato Scott Storch ha fatto un buon lavoro in "Let us live", dove la voce di The Game si mescola a quella sensuale di Chrisette Michelle in un cocktail davvero perfetto.
Particolare ma ben riuscita l'accoppiata The Game-Travis Barker, il batterista dei +44 (nonché ex Blink 182): nel brano "Dope boys" i due creano una dose di pura energia. A Hi-Tek è stato invece assegnato il compito di realizzare una base dai toni rilassati per "Letter to the king", che vede la collaborazione di una pietra miliare del rap: Nas. Non mancano anche le voci di Ludacris (in "Ya heard") e di Raekwon (in "Bulletproof diaries") e del talentuoso Ne-Yo (nella raffinata "Gentleman's affair").
Infine, in occasione dell' "Outro", DMX torna a "predicare" prima di salutarci sui suoni fiabeschi di un campanellino.
Nel complesso il nuovo album di The Game è un ottimo lavoro: le produzioni sono di buona qualità e le collaborazioni non fanno che confermare la validità del prodotto.
L'unica pecca (frequente quando si tratta di hip hop) è l'eccessiva lunghezza del disco. Qualche brano in meno avrebbe reso il tutto più proporzionato: magari si sarebbero potute evitare proprio le due prediche di DMX...
The Game aveva anticipato che questo lavoro sarebbe stato l'ultimo della sua carriera discografica, ma recentemente il rapper di Compton ha dichiarato che molto probabilmente ci sarà un quarto disco, e chissà che poi non ce ne sia anche un quinto. Nel frattempo "godetevi il volo" verso "LAX".

(Sofia Santori)

"Intro" (con DMX)
"L.A.X. Files"
"State of emergency" (con Ice Cube)
"Bulletproof Diaries" (con Raekwon)
"My life" (con Lil'Wayne)
"Money"
"Cali sunshine" (con Bilal)
"Ya heard" (con Ludacris)
"Hard liquor" (Interlude)
"House of pain"
"Gentleman's affair" (con Ne-Yo)
"Let us live" (con Chrisette Michelle)
"Touchdown" (con Raheem DeVaughn)
"Angel" (con Common)
"Never can say goodbye" (con Latoya Williams)
"Dope boys" (con Travis Barker)
"Game's pain" (con Keyshia Cole)
"Letter to the king" (con Nas)
"Outro"

TRACKLIST

01. Intro (01:20)
02. LAX Files (03:58)
03. State Of Emergency (03:38)
05. My Life (05:20)
06. Money (05:12)
07. Cali Sunshine (04:32)
08. Ya Heard (04:04)
10. House Of Pain (04:31)
11. Gentleman's Affair (03:39)
12. Let Us Live (04:39)
13. Touchdown (03:59)
14. Angel (04:27)
16. Dope Boys (04:00)
17. Game's Pain (04:21)
18. Letter To The King (05:45)
19. Outro (01:27)
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