«LIFE, DEATH, LOVE AND FREEDOM - John Mellencamp» la recensione di Rockol

John Mellencamp - LIFE, DEATH, LOVE AND FREEDOM - la recensione

Recensione del 18 ago 2008

La recensione

Nessun disco di inediti in 5 anni e poi due in 18 mesi, uno diversissimo dall'altro e uno più bello dell'altro: benvenuti nel mondo di John Mellencamp.
Poco più di 18 mesi fa vi avevamo tessuto lodi sperticate di “Freedom's road”, e oggi la tentazione è di fare lo stesso con “Life death love and freedom”, che con il suo predecessore ha in comune una parola del titolo, l'autore ovviamente, e poco altro.
Perché se il disco di inizio 2007 era un piccolo manuale di rock a stelle e strisce, qua siamo di fronte a tutt'altro. Tutto materiale originale, ma con un taglio "roots” che per certi verso fa assomigliare il disco al lavoro di cover “Trouble no more”, del 2003. Se non fosse per un dettaglio: il produttore è il maestro di questo genere, T-Bone Burnett, che prende le belle canzoni di Mellencamp e le riveste con il miglior suono possibile, oltretutto sperimentando un nuovo formato ad alta definizione, il CODE (il disco viene pubblicato in una versione doppia, con un DVD in questo formato che in pratica è una copia esatta dei master originali).
Il risultato è un nuovo capolavoro, sia quando Mellencamp gioca con il blues di “Young without lovers” o “If I die sudden”, sia quando butta lì una ballata come “Troubled land”, sia quando ammicca al rock con canzoni come “Jena”.
Insomma, una nuova lezione di stile da uno che rimane uno dei maestri del genere, e che comunque vadano le cose rimarrà sempre troppo in ombra rispetto ai maestri del genere. Uno stile, in questo caso, meno epico e più minimale, ma sempre avanti mille miglia. Diffidare dalle imitazioni, si diceva una volta.

(Gianni Sibilla)BR>
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