«HARPS AND ANGELS - Randy Newman» la recensione di Rockol

Randy Newman - HARPS AND ANGELS - la recensione

Recensione del 25 ago 2008 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ragazzi, la classe non è acqua: l'anno scorso Randy Newman se ne esce dal suo “buen retiro” hollywoodiano - dove si è rintanato a scrivere colonne sonore e collezionare nomination per gli Oscar – e pubblica una canzone: “A few words in defense of our country”. Noi americani non siamo cattivi, dice, e i nostri leader non fanno così schifo, c'è di peggio: Hitler, Stalin. E così via ragionando...(Il testo, che al tempo venne pubblicato dal New York Times, lo potete leggere su www.randynewman.com/tocdiscography/a-few-words).
Con apparente leggerezza – e con una musica stupenda, una bella ballata jazzata – riassume in poche parole lo stato dell'America meglio che in dieci dischi di rock incazzato. Oggi quella canzone è contenuta in questo album, “Harps and angels”: è il primo lavoro di inediti in 9 anni di Newman (“Bad love” è del 1999). E, cavolo, solo ascoltandolo ci si rende conto di quanto ci è mancato: 34 minuti, una scrittura e un'ironia che nessun altro avvicina, nel genere. Avrebbe potuto essere Dylan, o avere la fama credibilità di tanti suoi colleghi emersi tra gli anni '60 e '70 (un paio dei quali amabilmente presi in giro in “Piece of the pie”). Semplicemente ha scelto di defilarsi, e ogni tanto tirare una zampata.
Comodo, forse: al giorno d'oggi si guadagnano più soldi a Hollywood che facendo dischi. Ma quando tira fuori gli artigli, non ce n'è per nessuno: “Harps and angels” è un piccolo gioiello lirico e musicale: meglio, con i suoi arrangiamenti retrò, del piano solo di “The Randy Newman Songbook”, disco di cinque anni fa in cui il Nostro rivisitava in solitudine classici del repertorio.
Forse questo disco rischia di passare inosservato da noi sopratutto per il periodo di pubblicazione: fine luglio/inizio agosto, che per gli americani, soprattutto quelli del cinema, è uno dei momenti più caldi, per noi è calma piatta e vacanza. Ma recuperatelo, questo disco: (ri)scoprirete un grande della canzone americana che non avrà perso l'abitudine a farsi vedere in giro, ma non quella a scrivere grandi canzoni.

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