«ONE MAN BAND - James Taylor» la recensione di Rockol

James Taylor - ONE MAN BAND - la recensione

Recensione del 17 apr 2008 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Questo disco è uscito qualche mese fa, ma ci ritorniamo con la scusa del recente passaggio italiano di James Taylor, che ha tenuto due concerti lo scorso weekend, oltre ad un'ospitata televisivo da Fabio Fazio (la potete vedere qua: http://www.youtube.com/watch?v=MB0Yo-cWCCE).
Spesso si ha una strana percezione di questo cantautore: originario della East Coast, è esploso musicalmente in California anni all'inizio degli anni '70, nel pieno della vivace scena musicale locale di quel periodo, in mezzo a colleghi come Jackson Browne, Joni Mitchell, Eagles ecc. Ogni tanto viene additato come uno degli esempi delle caratteristiche meno nobili del suono di quel periodo: un po' di melensaggine, e molta malinconia. Per questa sua dimensione "soft", si potrebbe pensare, ha avuto un grande successo e ha tuttora un grande pubblico. All'idea della pubblicazione di un disco dal vivo praticamente in solitudine, si potrebbe pensare alla versione soft del soft, e quindi alla noia.
Invece: James Taylor è un grande scrittore di canzoni, un grande cantante ed un ottimo chitarrista (e questo lo sanno in molti). Ma dal vivo il tour "One man band" ha rivelato (almeno al sottoscritto, e immagino a molte altre persone) un lato diverso della sua personalità artistica, quella dell'intrattenitore autoironico. Fare concerti acustici è un grande rischio: anche i grandissimi rischiano di cadere nel calo di tensione se non in momenti di noia. Così James Taylor, che proprio solo non era sul palco (con lui c'era il pianista Larry Goldings), ha trovato una stratagemma da manuale: uno schermo con immagini e filmati, usati soprattutto per raccontare storie tra una canzone e l'altra, ogni tanto con interventi musicali aggiuntivi preregistrati (un coro, qualche musicista). Il tutto con un'ironia che spesso dalle sue canzoni non traspare, e con il risultato di rendere tutto la serata un lungo racconto di una carriera straordinaria.
Quindi, se vi siete persi questi concerti o se avete solo visto il passaggio da Fazio (semplice, essenziale, pure troppo) vi consigliamo questo disco nella versione che comprende anche il DVD, dove il concerto è possibile vederlo anche in questi piccoli grandi espedienti di scena. Su disco, il concerto è assai piacevole, e sostanzialmente musicalmente abbastanza vario, pure se dalla scaletta manca qualche “classicone” come “Mexico” (peraltro eseguita dal vivo a Milano). Ma è nell'interazione tra le canzoni, le immagini e le presentazioni che questo concerto prende davvero vita, e mostra la classe di questo grande cantautore.

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